Gazzetta di Reggio

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Attesa la pioggia ma è ancora emergenza 

di Leonardo Grilli
Attesa la pioggia ma è ancora emergenza 

Previsti in giornata temporali in pianura e collina. La senatrice Pignedoli: «Diga di Vetto? Servono piccoli invasi diffusi»

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REGGIO EMILIA. Dopo giorni di siccità e intere coltivazioni distrutte il meteo è diventato il nuovo vangelo per gli agricoltori della provincia reggiana e di quelle limitrofe. Si vive con la speranza di vedere nelle previsioni meteo un qualche accenno di pioggia. E così, quando ieri la protezione civile dell’Emilia-Romagna ha diramato per oggi un’allerta per abbondanti precipitazioni nelle pianure e nelle colline emiliane, un grido di gioia si è alzato unanime dai produttori ormai in ginocchio.

Un’allerta gialla, pari a una “criticità ordinaria”, per temporali previsti nei territori che vanno da Piacenza a Rimini, passando anche per Reggio Emilia. Secondo i dati forniti dall’Arpae, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, ci saranno «precipitazioni forti sulla pianura, sulla fascia collinare e sui rilievi occidentali. I fenomeni sono previsti ad iniziare dal mattino sul settore occidentale, per poi spostarsi velocemente verso est, raggiungendo la costa nel pomeriggio-sera e infine esaurirsi in serata». Per quanto riguarda il nostro territorio quindi la zona probabilmente più bagnata sarà quella della Bassa reggiana. Una bella notizia replicata dalle previsioni della prossima settimana che, fino a giovedì 29, aprono alla possibilità di altri rovesci occasionali.

Una boccata d’ossigeno per Piacenza e Parma, a cui il governo ha riconosciuto lo status di calamità naturale per gli enormi danni causati dalla siccità, ma anche per gli agricoltori reggiani. Se infatti per adesso le falde acquifere profonde non si sono abbassate al punto da mettere in dubbio l’approvvigionamento di acqua potabile, i timori sono tutti rivolti alla Val d’Enza: il fiume Po ormai è ridotto a poco più di un rigagnolo di 13 centimetri ad appena 30 chilometri dalla sorgente. I temporali quindi potrebbero risolvere per qualche tempo la tremenda siccità di quest’anno, anche se l’emergenza resterà anche dopo. Al punto da interessare direttamente i parlamentari romani.

«Una volta letto il testo del decreto che ufficializza lo stato di calamità naturale – commenta la reggiana Leana Pignedoli, senatrice Pd e vicepresidente della commissione agricoltura di palazzo Madama – verificherò la possibilità di estenderlo anche oltre i confini amministrativi, a quelle aziende agricole reggiane limitrofe al parmense. Dobbiamo però abituarci all’idea che con il cambiamento climatico quella che prima era emergenza oggi sarà la normalità».

E per questo, prosegue la senatrice, servono delle soluzioni strutturali definitive: «Già ad ottobre con la Provincia e la Regione abbiamo cominciato a ragionare su degli interventi infrastrutturali per risolvere il problema dell’affluenza idrica. Ci sono già i tavoli tecnici e uno dei progetti in campo, ad esempio, è quello dei piccoli invasi diffusi. Oppure un invaso delle acque allo Stretto delle Gazze. Quello che è certo è che è superata la vecchia idea della diga di Vetto così come era stata pensata. I tecnici già hanno abbondantemente dimostrato che non si può fare sia per l’impatto che per i costi troppo elevati».

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