Controlli della municipale nel casolare dei pakistani
di Marco Costanzini
Novellara, gli agenti nella struttura in cui è stato trovato il 14enne senza famiglia Il comandante Romandini: «Stiamo valutando se abbia i requisiti di abitabilità»
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NOVELLARA. Perché il 14enne scappato dal Pakistan si trovava in un casolare di campagna a Novellara, dove nessuno pare lo conoscesse? E, adesso, quale sarà il suo futuro? Alle domande è ancora difficile rispondere, nonostante siano già passati alcuni giorni dal ritrovamento del giovane da parte degli agenti del corpo di polizia municipale della Bassa Reggiana. Pezzo dopo pezzo, però, il puzzle sull’incredibile storia del 14enne fuggito dalle sue terre senza genitori e arrivato fino in Italia sta venendo completato.
Fuggito in solitaria dal Pakistan, da un villaggio al confine con l’Afghanistan, e arrivato fino in Libia, il ragazzo ha affrontato il viaggio della speranza nel Mar Mediterraneo riuscendo a sbarcare il 2 giugno scorso in Italia, a Otranto. Dalla Puglia è presto fuggito, macinando chilometri e arrivando fino a Novellara. Scelta del tutto fortuita, frutto degli eventi? Sembrerebbe alquanto strano, eppure nel casolare in cui gli agenti lo hanno ritrovato tutti giuravano di non conoscerlo, di non sapere cosa avesse portato proprio lì il giovane connazionale che, privo di documenti, non ha avuto un’identità fin quando le impronte digitali (già rilevate a Otranto) non hanno permesso di ricostruire parte della sua storia.
Gli agenti della polizia municipale Bassa Reggiana hanno ora puntato la lente d’ingrandimento proprio sul casolare di campagna e sulle condizioni nelle quali versa: «Nella struttura – spiega il comandante Carlo Alberto Romandini – vivono stranieri in possesso dei documenti necessari per risiedere nel nostro Paese, ma ci risulta che vengano spesso ospitate persone di passaggio. Stiamo monitorando la situazione e soprattutto, insieme all’Ausl, valutando se sussistano i requisiti di abitabilità viste le condizioni del casolare».
Gli agenti hanno avvisato il Tribunale per i minorenni di Bologna e i servizi sociali, mentre il 14enne pakistano è stato affidato provvisoriamente ai responsabili di una comunità della provincia reggiana.
Secondo la legge Zampa, di recente approvazione, i minorenni stranieri che arrivano in Italia senza una famiglia non possono essere respinti e hanno gli stessi diritti di protezione che sono riconosciuti ai minori italiani e a quelli che vengono da un Paese dell’Unione europea. Le nuove regole stabiliscono anche la possibilità per i minori non accompagnati di rimanere in affido ai servizi sociali fino a 21 anni, premiando chi ha intrapreso percorsi di formazione e integrazione. Novità anche per il procedimento di espulsione, che diventa di competenza del Tribunale per i minorenni e potrà essere adottato solo se non c’è il rischio di “danni gravi per il minore”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Fuggito in solitaria dal Pakistan, da un villaggio al confine con l’Afghanistan, e arrivato fino in Libia, il ragazzo ha affrontato il viaggio della speranza nel Mar Mediterraneo riuscendo a sbarcare il 2 giugno scorso in Italia, a Otranto. Dalla Puglia è presto fuggito, macinando chilometri e arrivando fino a Novellara. Scelta del tutto fortuita, frutto degli eventi? Sembrerebbe alquanto strano, eppure nel casolare in cui gli agenti lo hanno ritrovato tutti giuravano di non conoscerlo, di non sapere cosa avesse portato proprio lì il giovane connazionale che, privo di documenti, non ha avuto un’identità fin quando le impronte digitali (già rilevate a Otranto) non hanno permesso di ricostruire parte della sua storia.
Gli agenti della polizia municipale Bassa Reggiana hanno ora puntato la lente d’ingrandimento proprio sul casolare di campagna e sulle condizioni nelle quali versa: «Nella struttura – spiega il comandante Carlo Alberto Romandini – vivono stranieri in possesso dei documenti necessari per risiedere nel nostro Paese, ma ci risulta che vengano spesso ospitate persone di passaggio. Stiamo monitorando la situazione e soprattutto, insieme all’Ausl, valutando se sussistano i requisiti di abitabilità viste le condizioni del casolare».
Gli agenti hanno avvisato il Tribunale per i minorenni di Bologna e i servizi sociali, mentre il 14enne pakistano è stato affidato provvisoriamente ai responsabili di una comunità della provincia reggiana.
Secondo la legge Zampa, di recente approvazione, i minorenni stranieri che arrivano in Italia senza una famiglia non possono essere respinti e hanno gli stessi diritti di protezione che sono riconosciuti ai minori italiani e a quelli che vengono da un Paese dell’Unione europea. Le nuove regole stabiliscono anche la possibilità per i minori non accompagnati di rimanere in affido ai servizi sociali fino a 21 anni, premiando chi ha intrapreso percorsi di formazione e integrazione. Novità anche per il procedimento di espulsione, che diventa di competenza del Tribunale per i minorenni e potrà essere adottato solo se non c’è il rischio di “danni gravi per il minore”.
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