Il Comune scova i “furbetti” e va all’incasso
Dal 2011 l’ente locale ha accertato 10 milioni di euro di imposte non versate: due li ha già recuperati
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REGGIO EMILIA. Dal 2011 ad oggi, nell’ambito dell’attività amministrativa del Comune di Reggio Emilia sono state inviate all’Agenzia delle Entrate 2.062 «segnalazioni qualificate» su possibili irregolarità di natura fiscale, riguardanti 850 «posizioni».
Il totale delle imposte evase è calcolato incirca 9,8 milioni, di cui il Comune - a cui va il 100% di quanto recuperato su sua segnalazione - ha incassato finora intorno ai due milioni (dato del 2015).
A fornire i numeri è stato il comandante della polizia municipale reggiana, Stefano Poma, ascoltato in Municipio in commissione bilancio.
Specificando che il protocollo Anci-Agenzia delle Entrate risalente al 2009 sulla lotta all’evasione fiscale «non ha inteso assolutamente creare una guardia di finanza locale», Poma ha illustrato poi i settori in cui più di frequente si allarga la lente dei controlli: commercio, urbanistica, edilizia, residenze fittizie all’estero e possesso di beni “spia” della capacità contributiva.
Tra le situazioni concrete riferite al fisco dagli agenti della polizia municipale, i casi di venditori ambulanti senza licenza, di parrucchieri o estetisti che lavoravano in nero e di abusiedilizi realizzati da ditte con operai in nero, con titolari possibili evasori.
La commissione di stasera stata convocata su richiesta della consigliera dell’Alleanza Civica, Cinzia Rubertelli, che ha presentato una mozione sul tema, sollecitando controlli antievasione anche nel settore pubblico.
Il totale delle imposte evase è calcolato incirca 9,8 milioni, di cui il Comune - a cui va il 100% di quanto recuperato su sua segnalazione - ha incassato finora intorno ai due milioni (dato del 2015).
A fornire i numeri è stato il comandante della polizia municipale reggiana, Stefano Poma, ascoltato in Municipio in commissione bilancio.
Specificando che il protocollo Anci-Agenzia delle Entrate risalente al 2009 sulla lotta all’evasione fiscale «non ha inteso assolutamente creare una guardia di finanza locale», Poma ha illustrato poi i settori in cui più di frequente si allarga la lente dei controlli: commercio, urbanistica, edilizia, residenze fittizie all’estero e possesso di beni “spia” della capacità contributiva.
Tra le situazioni concrete riferite al fisco dagli agenti della polizia municipale, i casi di venditori ambulanti senza licenza, di parrucchieri o estetisti che lavoravano in nero e di abusiedilizi realizzati da ditte con operai in nero, con titolari possibili evasori.
La commissione di stasera stata convocata su richiesta della consigliera dell’Alleanza Civica, Cinzia Rubertelli, che ha presentato una mozione sul tema, sollecitando controlli antievasione anche nel settore pubblico.
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