Iren rinnova la consulenza all’ex sindaco Cesare Beggi
di Enrico Lorenzo Tidona
Tre anni di contratto a 3mila euro lordi al mese per tenere i rapporti con i Comuni «Un ruolo utile al territorio affidatomi nel 2010 da Delrio e poi riconfermato»
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REGGIO EMILIA. Cinque giorni di lavoro alla settimana, per uno stipendio mensile di 3mila euro lordi, circa 1. 800 euro netti al mese. Sono le condizioni del contratto di consulenza siglato dall’amministratore delegato di Iren, Massimiliano Bianco, in favore di Cesare Beggi, ex sindaco di Quattro Castella, chiamato a tenere i rapporti con i sindaci azionisti della multiutility. Dopo 10 anni come primo cittadino del comune collinare, nel 2010 Beggi ha subito ottenuto un lavoro, uno stipendio e un ufficio nella sede reggiana di Iren, a pochi passi dalla dirigenza in via Nubi di Magellano. Un incarico che già in passato aveva fatto sollevare alcune polemiche, da poco rinnovato per altri tre anni, e che in origine gli fu affidato su invito dell’ex sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, come ricorda lo stesso Beggi, che nel 2009 ha passato la fascia di sindaco-azionista a Andrea Tagliavini.
Ma Beggi, ex alfiere del sistema amministrativo locale, non vuole sentir parlare di investiture politiche. Ad oggi è il segretario del subpatto dei comuni reggiani azionisti di Iren, nonché di quello tra i grandi comuni azionisti, vale a dire Reggio Emilia, Genova, Torino, Parma e Piacenza. Due cabine di controllo azionario che, secondo statuto, prevederebbero una turnazione del segretario, compito affidato sempre a Beggi, che si è visto confermare la fiducia anche all’ultimo giro. Parliamo del 2016, quando Iren ha stipulato un nuovo contratto di consulenza triennale in suo favore fino al 2019. «Ho due mansioni – rivela Beggi – sono il segretario del patto emiliano ma anche di quello che unisce i grandi comuni azionisti. I sindaci Doria di Genova, Appendino di Torino e Vecchi di Reggio mia hanno nominato segretario del patto che regola i rapporti tra grandi comuni e azienda. Sotto a questo c’è il subpatto emiliano con oltre 62 comuni dell’Emilia Ovest e anche in questo sono segretario».
In realtà ogni patto prevede anche un coordinatore, nel caso di quello emiliano era fino a poco tempo fa Alessio Mammi, sindaco di Scandiano, che fa da cinghia di collegamento tra i sindaci e l’azienda con investitura chiaramente politica e a titolo gratuito. «Io vengo pagato ma la mia funzione è diversa– avverte Beggi – Quando ho finito di fare il sindaco Delrio mi ha invitato a proseguire l’attività in Iren, di cui Quattro Castella è azionista. Ho cominciato questo ruolo di segreteria per dare una mano alle innumerevoli richieste dei nostri sindaci». Beggi non è perciò un’eminenza grigia ma un facilitatore quando si tratta di avere un canale diretto tra il colosso dell’energia e dei rifiuti con gli enti locali. «Io non sono però un tecnico – ci tiene a precisare – ma credo che il mio lavoro sia abbastanza prezioso per i sindaci e per rendere più efficaci le risposte da parte dell’azienda. Mammi è un coordinatore politico, io non svolgo funzione politica». L’azienda non ha mai pensato di assorbire in organico Beggi trattandosi di una consulenza. Esistono poi anche altri sistemi di interfaccia, come i comitati territoriali tra sindaci, istituzioni e Iren. Beggi è chiamato a indire le riunioni dei patti, a tenere i verbali e via dicendo, mettendo una buona parola in azienda per risolvere anche problemi diversi da quelli azioniari. «Io ho sempre fatto il sindaco, l’esperienza in Iren l’ho appresa da lì. E poi non sono inquadrato come dirigente. Questa è un’azienda che amo e che sono contento che mi abbia chiesto di aiutarla».
Ma Beggi, ex alfiere del sistema amministrativo locale, non vuole sentir parlare di investiture politiche. Ad oggi è il segretario del subpatto dei comuni reggiani azionisti di Iren, nonché di quello tra i grandi comuni azionisti, vale a dire Reggio Emilia, Genova, Torino, Parma e Piacenza. Due cabine di controllo azionario che, secondo statuto, prevederebbero una turnazione del segretario, compito affidato sempre a Beggi, che si è visto confermare la fiducia anche all’ultimo giro. Parliamo del 2016, quando Iren ha stipulato un nuovo contratto di consulenza triennale in suo favore fino al 2019. «Ho due mansioni – rivela Beggi – sono il segretario del patto emiliano ma anche di quello che unisce i grandi comuni azionisti. I sindaci Doria di Genova, Appendino di Torino e Vecchi di Reggio mia hanno nominato segretario del patto che regola i rapporti tra grandi comuni e azienda. Sotto a questo c’è il subpatto emiliano con oltre 62 comuni dell’Emilia Ovest e anche in questo sono segretario».
In realtà ogni patto prevede anche un coordinatore, nel caso di quello emiliano era fino a poco tempo fa Alessio Mammi, sindaco di Scandiano, che fa da cinghia di collegamento tra i sindaci e l’azienda con investitura chiaramente politica e a titolo gratuito. «Io vengo pagato ma la mia funzione è diversa– avverte Beggi – Quando ho finito di fare il sindaco Delrio mi ha invitato a proseguire l’attività in Iren, di cui Quattro Castella è azionista. Ho cominciato questo ruolo di segreteria per dare una mano alle innumerevoli richieste dei nostri sindaci». Beggi non è perciò un’eminenza grigia ma un facilitatore quando si tratta di avere un canale diretto tra il colosso dell’energia e dei rifiuti con gli enti locali. «Io non sono però un tecnico – ci tiene a precisare – ma credo che il mio lavoro sia abbastanza prezioso per i sindaci e per rendere più efficaci le risposte da parte dell’azienda. Mammi è un coordinatore politico, io non svolgo funzione politica». L’azienda non ha mai pensato di assorbire in organico Beggi trattandosi di una consulenza. Esistono poi anche altri sistemi di interfaccia, come i comitati territoriali tra sindaci, istituzioni e Iren. Beggi è chiamato a indire le riunioni dei patti, a tenere i verbali e via dicendo, mettendo una buona parola in azienda per risolvere anche problemi diversi da quelli azioniari. «Io ho sempre fatto il sindaco, l’esperienza in Iren l’ho appresa da lì. E poi non sono inquadrato come dirigente. Questa è un’azienda che amo e che sono contento che mi abbia chiesto di aiutarla».
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