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«Non è più possibile mantenere aperti cinque punti nascita» 

«Non è più possibile mantenere aperti cinque punti nascita» 

Castelnovo, parla il direttore sanitario dell’Ausl Marchesi La montagna a Venturi: «Ma il Sant’Anna andrà in ferie?»

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CASTELNOVO MONTI. Il dibattito sul punto nascite del Sant’Anna non si placa e ancora non è arrivata una risposta chiara sul fatto che il punto stesso chiuda per ferie oppure no. E siamo alla fine di giugno. Una risposta la montagna la chiede all’assessore Venturi, visto che in sede locale non è arrivata. «Cinque punti nascita non sono più sostenibili. Questo discorso non lede madri e neonati, anzi, è fatto a loro tutela, per garantire la massima sicurezza dei parti. I professionisti stanno dalla parte della gente: bisogna capirlo, perché un evento avverso in un parto è una tragedia per tutti».

Cristina Marchesi, direttore sanitario dell’Ausl, interviene sul punto nascite del Sant’Anna, analizzando i dati dai responsabili di Ginecologia, Neonatologia e Pediatria degli ospedali reggiani. «Il numero di punti nascita è superiore al bisogno. Non è più possibile mantenerne cinque, attivati negli anni ’90, a fronte di un quadro demografico in forte calo. A Bologna il rapporto è di un punto nascita ogni 2mila parti, da noi di uno ogni 800. Nei primi cinque mesi del 2017 ci sono stati solo 36 parti a Castelnovo e anche Scandiano lo scorso anno era sotto quota 500. Il primo problema è legato alla sicurezza. Il S.Maria si incarica già di tutte le gravidanze a rischio in provincia. Ogni parto, però, ha un margine di rischio. Cosa si dovrebbe fare? Sguarnire il centro di emergenza, dove serve la massima competenza, per mandare medici da altre parti? Già molte donne di Castelnovo e Scandiano non partoriscono nei rispettivi ospedali, nessuna di loro ha dovuto farlo in auto».

C’è poi un problema nazionale: «Dalle scuole di specializzazione escono meno professionisti. Questi possono scegliere dove andare e optano per ospedali grandi, nei quali formarsi. Destinazioni come Castelnovo spesso vengono rifiutate. Siamo in difficoltà, facciamo concorsi ma le risposte sono le stesse».

Sulla questione del Sant’Anna e la possibile chiusura “per ferie” Marchesi è realista: «Tutti parlano della rotazione come se non la stessimo già effettuando. Dal 2004 il Sant’Anna è coperto dal Santa Maria, siamo stati i primi a garantire l’anestesista di notte quando non era richiesto. In estate nei punti nascita mancheranno 5 pediatri e 10 ginecologi: situazione molto complicata, ma stiamo provando a gestirla».(m.c.)

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