A Reggio in cerca di verità sull’agenda di Borsellino
Domani mattina in città l’iniziativa a cura dell’associazione culturale Orablu Una staffetta in bici partita da Milano per raggiungere via D’Amelio il 19 luglio
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REGGIO EMILIA . È partita ieri, con l’obiettivo di attraversare tutta l’Italia, da nord a sud del Paese. E arriverà anche a Reggio Emilia, dove è attesa già domani. Per non dimenticare e, soprattutto, per cercare ancora la verità, negata a distanza di venticinque anni dalla morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. È proprio la ricerca di verità che condurrà a Reggio domani mattina, alle 10.30, i ciclisti dell’Agenda Ritrovata: provenienti da Parma, i ciclisti arriveranno a Reggio, in piazza duca D’Aosta, dove saranno accolti dal grande abbraccio del Movimento Agende Rosse Rita Atria di Reggio Emilia e Provincia, dell’assessorato alla Legalità del Comune, delle associazioni Libera e Colore Cittadini contro le mafie, dei ciclisti della Fiab reggiana e di cinquanta ragazzini del Campo giochi della Reggiana Educatori.
Un piccolo ristoro, un po’ di riposo, prima di risalire ancora in bicicletta per percorrere, attraverso la via Emilia, il centro storico della città, dove porteranno il loro messaggio: fare luce sulla strage di via D’Amelio. E, soprattutto, sulla tristemente famosa agenda rossa di Paolo Borsellino, sparita misteriosamente il 19 luglio 1992, giorno della strage, e mai più ritrovata.
Un’agenda dalla quale Borsellino era solito non separarsi mai, nella quale conteneva appunti, nomi e rivelazioni sulla strage di Capaci, che soltanto un paio di mesi prima, il 23 maggio 1992, era costata la vita a Giovanni Falcone.
Un mistero che nel 2007 ha dato vita alla nascita del movimento delle Agende Rosse, grazie all’impegno e alla volontà di Salvatore Borsellino, fratello minore del magistrato. «Se quell’agenda fosse stata una “normale” agenda non sarebbe sparita – commentano gli organizzatori dell’iniziativa – mentre la borsa che la conteneva, è rimasta indenne dalle fiamme dell’esplosione. Salvatore Borsellino insieme all’associazione culturale Orablu, ideatrice e promotrice, ha progettato che una Agenda Rossa viaggerà attraverso tutta l’Italia raccogliendo testimonianze e ricordi, ma non solo. C’è una precisa intenzione di facilitare e premere per un risveglio degli italiani, dal Nord al Sud, luoghi diventati comuni alle grandi infiltrazioni mafiose».
È per questo che l’agenda arriverà anche a Reggio: «Il processo Aemilia che si tiene a Reggio Emilia, il processo Pesci che si tiene a Brescia, ci ricordano che la nostra realtà è gravemente intossicata».
L’Agenda Ritrovata attraverserà l’intero nostro Paese sulle ruote di tre bici, partite ieri da Bollate (Milano) fino ad arrivare il 19 luglio a Palermo: «È stato scelto questo semplice mezzo di spostamento, la bicicletta, perché è a misura di uomo. La forza e la dedizione sono fondamentali, come lo è la fatica. Guadagnarsi il percorso, percorrere tanti chilometri con pazienza, è un segnale forte del detergere e ritemprarsi per ripartire con forza e determinazione». La presenza dei ragazzi nella tappa reggiana è stata voluta dagli organizzatori perché a loro sarà passato il “testimone” dell’impegno, della memoria, dell’onestà, del valore della giustizia, della libertà. I ragazzi affideranno alla ciclo staffetta dell’Agenda Ritrovata i loro messaggi e il nostro sogno, per l’Albero di via D’Amelio, albero della Pace donato da Gerusalemme alla sorella di Borsellino, Rita, luogo di memoria di una strage che chiede ancora giustizia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un piccolo ristoro, un po’ di riposo, prima di risalire ancora in bicicletta per percorrere, attraverso la via Emilia, il centro storico della città, dove porteranno il loro messaggio: fare luce sulla strage di via D’Amelio. E, soprattutto, sulla tristemente famosa agenda rossa di Paolo Borsellino, sparita misteriosamente il 19 luglio 1992, giorno della strage, e mai più ritrovata.
Un’agenda dalla quale Borsellino era solito non separarsi mai, nella quale conteneva appunti, nomi e rivelazioni sulla strage di Capaci, che soltanto un paio di mesi prima, il 23 maggio 1992, era costata la vita a Giovanni Falcone.
Un mistero che nel 2007 ha dato vita alla nascita del movimento delle Agende Rosse, grazie all’impegno e alla volontà di Salvatore Borsellino, fratello minore del magistrato. «Se quell’agenda fosse stata una “normale” agenda non sarebbe sparita – commentano gli organizzatori dell’iniziativa – mentre la borsa che la conteneva, è rimasta indenne dalle fiamme dell’esplosione. Salvatore Borsellino insieme all’associazione culturale Orablu, ideatrice e promotrice, ha progettato che una Agenda Rossa viaggerà attraverso tutta l’Italia raccogliendo testimonianze e ricordi, ma non solo. C’è una precisa intenzione di facilitare e premere per un risveglio degli italiani, dal Nord al Sud, luoghi diventati comuni alle grandi infiltrazioni mafiose».
È per questo che l’agenda arriverà anche a Reggio: «Il processo Aemilia che si tiene a Reggio Emilia, il processo Pesci che si tiene a Brescia, ci ricordano che la nostra realtà è gravemente intossicata».
L’Agenda Ritrovata attraverserà l’intero nostro Paese sulle ruote di tre bici, partite ieri da Bollate (Milano) fino ad arrivare il 19 luglio a Palermo: «È stato scelto questo semplice mezzo di spostamento, la bicicletta, perché è a misura di uomo. La forza e la dedizione sono fondamentali, come lo è la fatica. Guadagnarsi il percorso, percorrere tanti chilometri con pazienza, è un segnale forte del detergere e ritemprarsi per ripartire con forza e determinazione». La presenza dei ragazzi nella tappa reggiana è stata voluta dagli organizzatori perché a loro sarà passato il “testimone” dell’impegno, della memoria, dell’onestà, del valore della giustizia, della libertà. I ragazzi affideranno alla ciclo staffetta dell’Agenda Ritrovata i loro messaggi e il nostro sogno, per l’Albero di via D’Amelio, albero della Pace donato da Gerusalemme alla sorella di Borsellino, Rita, luogo di memoria di una strage che chiede ancora giustizia.
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