Il gatto eroe salva i padroni dall’incendio
di Andrea Vaccari
Il rogo parte dalla cucina e arriva al salotto: Cetto se ne accorge e sveglia i coniugi permettendo la fuga da casa
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BORETTO. Si chiama Cetto, ha il pelo grigio e dei vivaci occhi gialli. È grazie a questo gatto trovatello che la famiglia Zanichelli, ieri mattina, si è accorta dello spaventoso incendio che stava divampando all’interno della cucina e si era già esteso al salotto. L’animale, mentre i padroni erano a letto, accortosi del rogo ha cominciato ad agitarsi e si è messo a correre lungo il corridoio, fino a svegliarli. Un’azione provvidenziale, che ha permesso ai coniugi Zanichelli di accorgersi di quanto stava succedendo e di mettersi in salvo prima che le fiamme si propagassero sino alla loro stanza, in cui si trovavano.
Nel frattempo è partita anche la chiamata ai vigili del fuoco, arrivati in forze da Guastalla (oltre all’autobotte proveniente da Reggio) per domare l’incendio che ha interessato il secondo piano dell’abitazione di via Fratelli Manfredi, nella frazione di San Rocco, in campagna. A qualche ora dall’incidente, lo scenario lasciato dalle fiamme è impressionante. La cucina è andata completamente distrutta, così come è stato danneggiato il salotto. In tutto, i danni ammontano a decine di migliaia di euro.
I vigili del fuoco hanno capito subito l’origine del fuoco: a scatenare le fiamme è stato un corto circuito del frigorifero. Un’eventualità che nella stagione calda può verificarsi con più frequenza, con gli apparecchi chiamati a funzionare con maggiore intensità.
A descrivere quanto accaduto è Miller Zanichelli, che al momento del disastro dormiva con la moglie. In casa con loro anche il figlio Marco, mentre la figlia Monica vive con la famiglia a fianco.
«Il nostro gatto – spiega – è abituato a restare sempre in casa e non esce quasi mai. Avevamo la porta chiusa e lo abbiamo sentito correre come un matto: una cosa insolita, per essere mattina presto. Per questo motivo ho aperto la porta e mi sono trovato davanti un fumo denso e irrespirabile. Ho provato a raggiungere la cucina, ma mi è risultato impossibile. Finito tutto, avevo dato per scontato che il gatto fosse morto: invece, visto che cammina rasoterra, non ha respirato l’aria intossicata e visto il trambusto è andato a rifugiarsi in granaio».
All’esterno, in cortile, sono ben visibili i resti di parte dell’arredamento andato in fiamme. Su un carretto la famiglia ha raccolto diverse cose, tra le quali spicca un divano bruciato. Come da prassi, i vigili hanno dichiarato l’abitazione inagibile. Oggi saranno effettuati ulteriori sopralluoghi.
«Contatteremo anche il costruttore – aggiunge Zanichelli – per cercare di capire se ci sono stati dei danni strutturali. L’importante è essersi salvati in tempo, qualche attimo in più poteva essere fatale».
La notizia dell’incidente domestico si è sparsa con rapidità nella via di San Rocco, con tanti vicini che si sono recati a casa Zanichelli per rendersi conto di persona delle condizioni di salute dei diretti interessati e della casa.
Dopo qualche ora di assenza, si è fatto rivedere Cetto: si è rifugiato a lungo nel granaio per lo spavento, poi è tornato dai padroni. Inconsapevole che il suo istinto di sopravvivenza ha permesso alla famiglia di evitare guai peggiori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel frattempo è partita anche la chiamata ai vigili del fuoco, arrivati in forze da Guastalla (oltre all’autobotte proveniente da Reggio) per domare l’incendio che ha interessato il secondo piano dell’abitazione di via Fratelli Manfredi, nella frazione di San Rocco, in campagna. A qualche ora dall’incidente, lo scenario lasciato dalle fiamme è impressionante. La cucina è andata completamente distrutta, così come è stato danneggiato il salotto. In tutto, i danni ammontano a decine di migliaia di euro.
I vigili del fuoco hanno capito subito l’origine del fuoco: a scatenare le fiamme è stato un corto circuito del frigorifero. Un’eventualità che nella stagione calda può verificarsi con più frequenza, con gli apparecchi chiamati a funzionare con maggiore intensità.
A descrivere quanto accaduto è Miller Zanichelli, che al momento del disastro dormiva con la moglie. In casa con loro anche il figlio Marco, mentre la figlia Monica vive con la famiglia a fianco.
«Il nostro gatto – spiega – è abituato a restare sempre in casa e non esce quasi mai. Avevamo la porta chiusa e lo abbiamo sentito correre come un matto: una cosa insolita, per essere mattina presto. Per questo motivo ho aperto la porta e mi sono trovato davanti un fumo denso e irrespirabile. Ho provato a raggiungere la cucina, ma mi è risultato impossibile. Finito tutto, avevo dato per scontato che il gatto fosse morto: invece, visto che cammina rasoterra, non ha respirato l’aria intossicata e visto il trambusto è andato a rifugiarsi in granaio».
All’esterno, in cortile, sono ben visibili i resti di parte dell’arredamento andato in fiamme. Su un carretto la famiglia ha raccolto diverse cose, tra le quali spicca un divano bruciato. Come da prassi, i vigili hanno dichiarato l’abitazione inagibile. Oggi saranno effettuati ulteriori sopralluoghi.
«Contatteremo anche il costruttore – aggiunge Zanichelli – per cercare di capire se ci sono stati dei danni strutturali. L’importante è essersi salvati in tempo, qualche attimo in più poteva essere fatale».
La notizia dell’incidente domestico si è sparsa con rapidità nella via di San Rocco, con tanti vicini che si sono recati a casa Zanichelli per rendersi conto di persona delle condizioni di salute dei diretti interessati e della casa.
Dopo qualche ora di assenza, si è fatto rivedere Cetto: si è rifugiato a lungo nel granaio per lo spavento, poi è tornato dai padroni. Inconsapevole che il suo istinto di sopravvivenza ha permesso alla famiglia di evitare guai peggiori.
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