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Il vescovo ai parroci «Pregate il Signore che venga la pioggia» 

Il vescovo ai parroci «Pregate il Signore che venga la pioggia» 

L’invito di Camisasca affidato ad una lettera alle parrocchie Nel testo un’esortazione a non sprecare risorse idriche

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REGGIO EMILIA. Non è una novità per le piccole parrocchie rurali, a stretto contatto con gli agricoltori. Ma lo è per Massimo Camisasca che ieri, per la prima volta da quando è vescovo della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, ha inviato una lettera a tutti i suoi parroci invitandoli a pregare perché la pioggia torni a bagnare i terreni reggiani. Poche ma significative righe, una decina, che danno ancor più l’idea dell’emergenzialità di una situazione che sta portando al collasso i produttori locali.

Un intervento che arriva, spiegano dalla diocesi, dopo che diversi parroci avevano pregato il vescovo perché invitasse la comunità cattolica reggiana a impegnarsi spiritualmente contro la siccità. Soprattutto nelle chiese della Bassa, frequentate da contadini, agricoltori, proprietari di agriturismi e allevatori, dove la preoccupazione è alta. Perché, anche se in gran parte della nostra provincia i danni sono meno pesanti rispetto a Parma o Piacenza, la paura resta. E così, ieri, Camisasca si è fatto portavoce di questi timori, recuperando lo spirito della Chiesa delle origini. Quella vicina alla terra e a chi la coltiva.

«Caro fratello – comincia a scrivere il vescovo, rivolgendosi ai suoi parroci – desidero farmi eco di tutti coloro che mi hanno espresso in questi ultimi giorni la loro seria preoccupazione per la situazione di siccità che si è venuta a creare nella nostra provincia e più in generale nella nostra regione. Penso che tutti noi dobbiamo, come è tradizione nella Chiesa, farci interpreti presso il Signore di questa necessità del popolo. Si tratta certamente di raccomandare un uso equilibrato ed attento dell’acqua ma nello stesso tempo anche di supplicare il Signore di venirci incontro con delle piogge riparatrici di questa siccità».

Perché ciò avvenga, conclude Camisasca, è quindi necessario rivolgersi a lui comunitariamente: «Chiedo che in tutte le parrocchie si facciano preghiere, offrendo la santa Messa durante una giornata di questa settimana possibilmente lunedì, martedì o mercoledì». (l.g.)

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