Incendio distrugge 140 rotoballe di fieno
di Ambra Prati
Rogo a San Maurizio, pompieri impegnati per ore. Non si esclude il dolo. Il titolare: «Bruciava tutto»
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REGGIO EMILIA. Un incendio in un’azienda agricola, scoppiato nella notte tra sabato e domenica, ha impegnato i vigili del fuoco per quasi 24 ore: sono andate distrutte 140 rotoballe di fieno. Non si esclude il dolo.
È accaduto in un terreno di via Carlo Ruini 17/1, a San Maurizio, a 500 metri dalla tangenziale: si tratta di un’azienda agricola storica, a conduzione familiare, che conta una quarantina di mucche da latte per la produzione del Parmigiano Reggiano e un’altra trentina di capi fra vitelli e manze.
L’allarme è scattato all’una e a lanciarlo è stato lo stesso proprietario, Mauro Pini, 55 anni. Quest’ultimo racconta: «Sono uscito con amici e quando sono rientrato ho visto il fuoco nella fila di balloni che avevo appena sistemato all’esterno, perché il capannone era pieno e non ci stavano più. Quando sono arrivato l’incendio era appena partito, c’era il fuoco in un angolo: ma il tempo di chiamare il 115 e in 10-15 minuti il fuoco ha avvolto tutto». Pini risiede in un’abitazione a cento metri dal luogo interessato. «Ho un inquilino nel casolare al civico 17, ma dormiva e non si è accorto di nulla».
I vigili del fuoco sono accorsi con due squadre e un’autobotte: una decina di uomini, che hanno lavorato alacremente, ma il leggero vento di quella sera e l’infiammabilità del materiale hanno consentito ben poco margine di manovra. Si è formata una muraglia di fuoco visibile a metri di distanza, che anche nella mattinata di ieri ha attirato parecchi curiosi della zona. «Ho un amico che abita a Villa Curta, ha visto il bagliore e si è precipitato con il trattore per dare una mano», prosegue Pini.
Dopo ore di strenuo impegno, alle 8 di ieri i pompieri hanno lasciato una squadra, rimasta sul posto fino al tardo pomeriggio per smassare il fieno e bagnarlo, visto il continuo rischio di ripresa. «C’era una temperatura che non riuscivi ad avvicinarti. Non si è salvato nulla: ho fatto in tempo solo a spostare due rotoballe, tutto distrutto. Non mi è mai accaduta un’esperienza del genere – commenta sconsolato Pini –. Il valore del foraggio si aggira sui diecimila euro. Sono assicurato, ma ora dovrò ricomprarlo, c’è poco da fare».
Le cause rimangono da accertare: i pompieri ipotizzano il dolo per velocità e modalità di diffusione delle fiamme, ma anche perché «il fieno era per metà raccolto a maggio, per metà dell’anno scorso: ed è impossibile che il fieno vecchio sviluppi incendi, è troppo secco – prosegue Pini –. Sul dolo non saprei, non ho mai avuto problemi o liti con nessuno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È accaduto in un terreno di via Carlo Ruini 17/1, a San Maurizio, a 500 metri dalla tangenziale: si tratta di un’azienda agricola storica, a conduzione familiare, che conta una quarantina di mucche da latte per la produzione del Parmigiano Reggiano e un’altra trentina di capi fra vitelli e manze.
L’allarme è scattato all’una e a lanciarlo è stato lo stesso proprietario, Mauro Pini, 55 anni. Quest’ultimo racconta: «Sono uscito con amici e quando sono rientrato ho visto il fuoco nella fila di balloni che avevo appena sistemato all’esterno, perché il capannone era pieno e non ci stavano più. Quando sono arrivato l’incendio era appena partito, c’era il fuoco in un angolo: ma il tempo di chiamare il 115 e in 10-15 minuti il fuoco ha avvolto tutto». Pini risiede in un’abitazione a cento metri dal luogo interessato. «Ho un inquilino nel casolare al civico 17, ma dormiva e non si è accorto di nulla».
I vigili del fuoco sono accorsi con due squadre e un’autobotte: una decina di uomini, che hanno lavorato alacremente, ma il leggero vento di quella sera e l’infiammabilità del materiale hanno consentito ben poco margine di manovra. Si è formata una muraglia di fuoco visibile a metri di distanza, che anche nella mattinata di ieri ha attirato parecchi curiosi della zona. «Ho un amico che abita a Villa Curta, ha visto il bagliore e si è precipitato con il trattore per dare una mano», prosegue Pini.
Dopo ore di strenuo impegno, alle 8 di ieri i pompieri hanno lasciato una squadra, rimasta sul posto fino al tardo pomeriggio per smassare il fieno e bagnarlo, visto il continuo rischio di ripresa. «C’era una temperatura che non riuscivi ad avvicinarti. Non si è salvato nulla: ho fatto in tempo solo a spostare due rotoballe, tutto distrutto. Non mi è mai accaduta un’esperienza del genere – commenta sconsolato Pini –. Il valore del foraggio si aggira sui diecimila euro. Sono assicurato, ma ora dovrò ricomprarlo, c’è poco da fare».
Le cause rimangono da accertare: i pompieri ipotizzano il dolo per velocità e modalità di diffusione delle fiamme, ma anche perché «il fieno era per metà raccolto a maggio, per metà dell’anno scorso: ed è impossibile che il fieno vecchio sviluppi incendi, è troppo secco – prosegue Pini –. Sul dolo non saprei, non ho mai avuto problemi o liti con nessuno».
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