Vandalo ubriaco incendia uno scooter
di Ambra Prati
Risolto il caso del rogo che ha seminato il panico in via Papà Cervi. Il 35enne filmato con l’accendino in mano: denunciato
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NOVELLARA. Completamente ubriaco ha dato fuoco con un accendino a uno scooter, seminando il panico tra i residenti del palazzo soprastante senza un motivo, solo per puro vandalismo. Un 35enne reggiano è stato denunciato a piede libero: ora dovrà rispondere del reato di danneggiamento seguito da incendio.
Il caso dell’incendio doloso notturno in via Papà Cervi, dopo quasi due mesi di indagini, è stato risolto dai carabinieri della stazione di Novellara. Fin dall’inizio, i vigili del fuoco non hanno avuto dubbi: il rogo che nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio scorso ha distrutto uno scooter parcheggiato in strada, allarmando i residenti, è stato di origine dolosa. Gli investigatori hanno ipotizzano un atto di ritorsione o una vendetta nei confronti del proprietario del Piaggio, un 40enne pakistano che aveva parcheggiato il due ruote proprio sotto casa. Invece nulla di tutto ciò: si è trattato di un atto vandalico gratuito, motivato solo, secondo quanto appurato, dalle condizioni del piromane, in preda ai fumi dell’alcol.
Quest’ultimo però ha commesso un errore: non ha considerato che in quella zona, un quartiere residenziale vicino a via della Costituzione, sono attive le telecamere, passate al setaccio dai carabinieri.
Ed è stato proprio il sistema di sorveglianza di un’attività commerciale a riprendere per intero il gesto del piromane: nel filmato è visibile un uomo che si avvicina allo scooter con in mano un accendino. Una prova schiacciante, dalla quale i militari sono partiti per risalire all’identità del responsabile.
I fatti si verificano intorno all’1.30, quando alcuni residenti di via Papà Cervi tempestano di chiamate il 115 segnalando che alte fiamme si levano da uno scooter parcheggiato sul marciapiede, all’altezza del civico 8. Sul posto accorrono i carabinieri di Novellara e i pompieri di Guastalla, che riescono solo a circoscrivere le fiamme: completamente distrutto – ridotto a uno scheletro metallico – lo scooter Piaggio, seri danni al distributore di sigarette della tabaccheria ricevitoria al civico 6, annerita l’intera facciata della palazzina, a quattro piani e con circa dodici appartamenti.
Stefano Gradellini, 49 anni, titolare della tabaccheria, dichiara all’epoca: «Il motorino era parcheggiato proprio davanti alla macchinetta automatica, che ora non funziona più e che, tra l’altro, era nuova. L’avevo sostituita appena sei mesi fa: mi è costata 15mila euro. Ho scoperto l’accaduto solo il mattino dopo alle 8, quando ho aperto il negozio. Il pakistano lo conosco, abita nella scala a fianco».
L’incendio provoca allarme anche tra gli abitanti del condominio, a quell’ora quasi tutti a letto. «Quando ho sentito le sirene, mi sono affacciata alla finestra e ho visto le fiamme – afferma la moglie di un inquilino, Luciano Lasagni –. Noi siamo rimasti in casa, ma non si respirava a causa del fumo nero. Ci siamo spaventati». Quella notte non si registrano intossicati, ma «una signora settantenne, residente al primo piano proprio sopra l’incendio, è scesa giù e per la paura si è rifiutata di rientrare nell’appartamento: ha preferito dormire a casa della figlia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il caso dell’incendio doloso notturno in via Papà Cervi, dopo quasi due mesi di indagini, è stato risolto dai carabinieri della stazione di Novellara. Fin dall’inizio, i vigili del fuoco non hanno avuto dubbi: il rogo che nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio scorso ha distrutto uno scooter parcheggiato in strada, allarmando i residenti, è stato di origine dolosa. Gli investigatori hanno ipotizzano un atto di ritorsione o una vendetta nei confronti del proprietario del Piaggio, un 40enne pakistano che aveva parcheggiato il due ruote proprio sotto casa. Invece nulla di tutto ciò: si è trattato di un atto vandalico gratuito, motivato solo, secondo quanto appurato, dalle condizioni del piromane, in preda ai fumi dell’alcol.
Quest’ultimo però ha commesso un errore: non ha considerato che in quella zona, un quartiere residenziale vicino a via della Costituzione, sono attive le telecamere, passate al setaccio dai carabinieri.
Ed è stato proprio il sistema di sorveglianza di un’attività commerciale a riprendere per intero il gesto del piromane: nel filmato è visibile un uomo che si avvicina allo scooter con in mano un accendino. Una prova schiacciante, dalla quale i militari sono partiti per risalire all’identità del responsabile.
I fatti si verificano intorno all’1.30, quando alcuni residenti di via Papà Cervi tempestano di chiamate il 115 segnalando che alte fiamme si levano da uno scooter parcheggiato sul marciapiede, all’altezza del civico 8. Sul posto accorrono i carabinieri di Novellara e i pompieri di Guastalla, che riescono solo a circoscrivere le fiamme: completamente distrutto – ridotto a uno scheletro metallico – lo scooter Piaggio, seri danni al distributore di sigarette della tabaccheria ricevitoria al civico 6, annerita l’intera facciata della palazzina, a quattro piani e con circa dodici appartamenti.
Stefano Gradellini, 49 anni, titolare della tabaccheria, dichiara all’epoca: «Il motorino era parcheggiato proprio davanti alla macchinetta automatica, che ora non funziona più e che, tra l’altro, era nuova. L’avevo sostituita appena sei mesi fa: mi è costata 15mila euro. Ho scoperto l’accaduto solo il mattino dopo alle 8, quando ho aperto il negozio. Il pakistano lo conosco, abita nella scala a fianco».
L’incendio provoca allarme anche tra gli abitanti del condominio, a quell’ora quasi tutti a letto. «Quando ho sentito le sirene, mi sono affacciata alla finestra e ho visto le fiamme – afferma la moglie di un inquilino, Luciano Lasagni –. Noi siamo rimasti in casa, ma non si respirava a causa del fumo nero. Ci siamo spaventati». Quella notte non si registrano intossicati, ma «una signora settantenne, residente al primo piano proprio sopra l’incendio, è scesa giù e per la paura si è rifiutata di rientrare nell’appartamento: ha preferito dormire a casa della figlia».
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