«Niente di deciso sulla chiusura estiva»
di Marco Costanzini
Castelnovo, l’assessore Venturi sulle possibili “ferie” del punto nascita e di Pediatria al Sant’Anna denunciate dalle Cicogne
2 MINUTI DI LETTURA
CASTELNOVO MONTI. Luglio è ormai alle porte, ma sulla possibile chiusura estiva del punto nascita e del reparto di pediatria dell’ospedale Sant’Anna – in orario notturno e nei weekend – arriva la conferma della Regione che una decisione ancora non è stata presa.
A sollevare il problema era stato il comitato “Salviamo le cicogne” alla fine della scorsa settimana, ribadendo le proprie preoccupazioni sul silenzio che regna anche in merito alla sopravvivenza del punto nascita. Paure condivise dal sindacato generale di base, in una nota di sostegno al comitato anche sull’idea di una mobilitazione collettiva scendendo in piazza.
Dal canto loro, i responsabili degli ospedali reggiani avevano risposto ribadendo la propria posizione, sostenuta ed avvalorata dalle dichiarazioni del direttore sanitario dell’Ausl di Reggio Emilia, Cristina Marchesi: «Cinque punti nascita in provincia, per un rapporto di uno ogni 800 nati, non sono più sostenibili per ragioni di sicurezza e di professionisti a disposizione, oltre a rappresentare un unicum a livello regionale». Aggiungendo dettagli importanti sulla paventata chiusura “per ferie” nel periodo estivo: «Se avessimo già risolto il problema strutturale, non avremmo le difficoltà attuali. In estate mancheranno 5 pediatri e 10 ginecologi, garantire la copertura in tutti i reparti coinvolti non sarà facile ma stiamo facendo il possibile per affrontare al meglio i problemi».
Dal sindaco di Castelnovo, Enrico Bini, la conferma delle criticità: «Ci è stata sottoposta una situazione di emergenza per le prossime settimane in diversi punti nascita, ma non c’è ancora una decisione sulle chiusure».
La risposta definitiva, insomma, spetta alla Regione, la stessa che dovrà sciogliere le riserve sul destino dei punti nascita sotto i 500 parti annui. Tra questi c’è ovviamente quello di Castelnovo, che lo scorso anno ha fatto registrare 153 parti e nei primi cinque mesi del 2017 solo 36.
«Non posso dire nulla – afferma l’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi – perché nulla è stato deciso. Sulla base di quanto dirà la Conferenza e non appena avremo in mano le relazioni dei rispettivi direttori sanitari si potrà parlare con certezza di eventuali chiusure estive, che ad oggi non sono state stabilite».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A sollevare il problema era stato il comitato “Salviamo le cicogne” alla fine della scorsa settimana, ribadendo le proprie preoccupazioni sul silenzio che regna anche in merito alla sopravvivenza del punto nascita. Paure condivise dal sindacato generale di base, in una nota di sostegno al comitato anche sull’idea di una mobilitazione collettiva scendendo in piazza.
Dal canto loro, i responsabili degli ospedali reggiani avevano risposto ribadendo la propria posizione, sostenuta ed avvalorata dalle dichiarazioni del direttore sanitario dell’Ausl di Reggio Emilia, Cristina Marchesi: «Cinque punti nascita in provincia, per un rapporto di uno ogni 800 nati, non sono più sostenibili per ragioni di sicurezza e di professionisti a disposizione, oltre a rappresentare un unicum a livello regionale». Aggiungendo dettagli importanti sulla paventata chiusura “per ferie” nel periodo estivo: «Se avessimo già risolto il problema strutturale, non avremmo le difficoltà attuali. In estate mancheranno 5 pediatri e 10 ginecologi, garantire la copertura in tutti i reparti coinvolti non sarà facile ma stiamo facendo il possibile per affrontare al meglio i problemi».
Dal sindaco di Castelnovo, Enrico Bini, la conferma delle criticità: «Ci è stata sottoposta una situazione di emergenza per le prossime settimane in diversi punti nascita, ma non c’è ancora una decisione sulle chiusure».
La risposta definitiva, insomma, spetta alla Regione, la stessa che dovrà sciogliere le riserve sul destino dei punti nascita sotto i 500 parti annui. Tra questi c’è ovviamente quello di Castelnovo, che lo scorso anno ha fatto registrare 153 parti e nei primi cinque mesi del 2017 solo 36.
«Non posso dire nulla – afferma l’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi – perché nulla è stato deciso. Sulla base di quanto dirà la Conferenza e non appena avremo in mano le relazioni dei rispettivi direttori sanitari si potrà parlare con certezza di eventuali chiusure estive, che ad oggi non sono state stabilite».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
