Protesta incatenandosi davanti al Comune
REGGIO EMILIA. Si incatena per protesta a una colonna davanti al Comune. Chiede di essere ascoltato e alla fine lo sarà. Sono quasi le 15 di ieri quando Luciano Pupulin, reggiano di adozione, si...
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REGGIO EMILIA. Si incatena per protesta a una colonna davanti al Comune. Chiede di essere ascoltato e alla fine lo sarà. Sono quasi le 15 di ieri quando Luciano Pupulin, reggiano di adozione, si cinge con una catena gialla a uno dei pilastri che precedono l’ingresso del municipio. Chiude il lucchetto e comincia a richiamare l’attenzione dei (pochi) passanti in piazza Prampolini.
In mano ha alcuni fogli in cui ha riassunto le ragioni del suo gesto e che chiamano in causa l’assessore al Bilancio, Daniele Marchi. Verso le 15,15 giungono due agenti della Polizia Municipale. Iniziano a dialogare con l’uomo e gli anticipano che la sua protesta non potrà andare avanti ancora a lungo. Uno dei due poliziotti ha in mano un tronchese per rompere le catene.
L’incatenato, tuttavia, non ha intenzione di muoversi, almeno in un primo momento. Poco dopo, infatti, giunge lo stesso assessore. Marchi gli parla e gli conferma di essere pronto a discutere. L’invito al dialogo è ribadito dai due agenti, che sottolineano di essere stati chiamati apposta per permettergli di avere un dialogo con un rappresentante dell’amministrazione.
L’uomo, a questo punto, si convince e decide spontaneamente di farsi liberare dalle catene. L’agente riprende allora il tronchese dall’auto, in cui l’aveva posato per un attimo, e lo libera. Il manifestante segue così le forze dell’ordine tra le sale municipali e giunge alla porta della segreteria del sindaco. Inizia così a esporre le ragioni del suo gesto mentre altri due agenti della Polizia Municipale si avvicinano alla sala e controllano che tutto sia svolto nel migliore dei modi.
Alla fine dell’incontro, l’uomo si congeda e decide di concludere la sua azione di protesta tornando a casa.(g.f.)
In mano ha alcuni fogli in cui ha riassunto le ragioni del suo gesto e che chiamano in causa l’assessore al Bilancio, Daniele Marchi. Verso le 15,15 giungono due agenti della Polizia Municipale. Iniziano a dialogare con l’uomo e gli anticipano che la sua protesta non potrà andare avanti ancora a lungo. Uno dei due poliziotti ha in mano un tronchese per rompere le catene.
L’incatenato, tuttavia, non ha intenzione di muoversi, almeno in un primo momento. Poco dopo, infatti, giunge lo stesso assessore. Marchi gli parla e gli conferma di essere pronto a discutere. L’invito al dialogo è ribadito dai due agenti, che sottolineano di essere stati chiamati apposta per permettergli di avere un dialogo con un rappresentante dell’amministrazione.
L’uomo, a questo punto, si convince e decide spontaneamente di farsi liberare dalle catene. L’agente riprende allora il tronchese dall’auto, in cui l’aveva posato per un attimo, e lo libera. Il manifestante segue così le forze dell’ordine tra le sale municipali e giunge alla porta della segreteria del sindaco. Inizia così a esporre le ragioni del suo gesto mentre altri due agenti della Polizia Municipale si avvicinano alla sala e controllano che tutto sia svolto nel migliore dei modi.
Alla fine dell’incontro, l’uomo si congeda e decide di concludere la sua azione di protesta tornando a casa.(g.f.)
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