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bibbiano, l’ausl cerca una soluzione 

«Urge carrozzina per mio marito ma dicono che non ne ha diritto»

«Urge carrozzina per mio marito ma dicono che non ne ha diritto»

BIBBIANO. «Mio marito ha bisogno di una carrozzina particolare, che costa quattromila euro: non possiamo permettercela e l’Ausl ce la nega». Lo afferma Fortunata Lazzarini, 55enne di Barco di...

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BIBBIANO. «Mio marito ha bisogno di una carrozzina particolare, che costa quattromila euro: non possiamo permettercela e l’Ausl ce la nega». Lo afferma Fortunata Lazzarini, 55enne di Barco di Bibbiano, dove abita assieme ad uno dei quattro figli e al marito Giuseppe Rocco, invalido al 100% e in sedie a rotelle da sette anni per una malattia accompagnata da disturbi cognitivi. La famiglia, seguita dai servizi sociali, risiede in una casa popolare con ascensore e Fortunata ha dovuto lasciare il lavoro per occuparsi a tempo pieno del coniuge, non autosufficiente. «Viviamo con la misera pensione di mio marito. Tra l’altro, senza il supporto di un’infermiera, anch’io comincio ad avere problemi di salute: Giuseppe pesa 130 chili – afferma la 55enne – e non riesco più a sollevarlo, vuole stare sempre fuori e per me è diventato un problema eccessivo. Abbiamo seguito l’intero percorso dei servizi sociali e siamo seguiti da diversi medici del distretto Ausl di Montecchio».

Mesi fa un fisiatra ha consigliato di cambiare la sedia a rotelle e di passare ad un modello particolare. «Una carrozzina con i comandi dietro la schiena – prosegue la donna – in modo che possa gestire i comandi io e non lui. Il fisiatra mi ha detto il modello e sono andata apposta in una sanitaria a Reggio Emilia per informarmi sul costo, davvero alto: lì l’addetto mi ha avvisato che la sedia a rotelle la deve fornire l’Ausl. Ho fatto la richiesta all’Ausl a Montecchio, ma un dottore mi ha detto di no, senza darmi un motivo: secondo lui non ne abbiamo diritto. È dallo scorso inverno che vengo rimpallata da un ufficio all’altro, ma ora sono stanca. Voglio sapere perché l’Ausl nega questo supporto, che per noi sarebbe importante».

Interpellata, l’Ausl fa sapere che «quel modello di sedia non rientra nel nomenclatore, cioè nell’elenco dei dispositivi forniti dal servizio sanitario nazionale». Tuttavia, prosegue l’azienda, «la signora ha un appuntamento al distretto di riferimento fissato per il 4 luglio: in quell’occasione le verranno proposte altre soluzioni, vista la particolarità della situazione». (am.p.)

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