Gazzetta di Reggio

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Accesso in Tribunale Niente acqua e armi inasprite le misure 

di Enrico Lorenzo Tidona
Accesso in Tribunale Niente acqua e armi inasprite le misure 

Summit ieri tra presidente, procuratore e avvocati  Stop alle bottigliette e alle pistole (anche se autorizzate)

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REGGIO EMILIA. Le risorse sono quelle che sono e militarizzare il Palazzo di Giustizia di Reggio è impossibile. Ecco allora che la commissione interna al tribunale, al cui vertice ci sono il presidente vicario Cristina Beretti, il procuratore capo Giorgio Grandinetti e il presidente dell’Ordine degli avvocati Franco Mazza, ha deciso di stringere quanto più possibile sui controlli. La soglia di intervento è minima, ma necessaria dopo l’aggressione avvenuta lunedì scorso davanti al bar del tribunale da parte di Abdelaziz Motassim, marocchino di 38 anni, che ha gettato contro il viso della moglie una sostanza acida in grado di causarle ustioni di primo grado.

La decisione presa ieri da parte della commissione ricalca le possibilità concesse dal sistema di sicurezza. Prima di tutto, secondo quanto appreso, a breve non sarà più possibile entrare in tribunale con le classiche bottigliette d’acqua. Una disposizione che dovrà essere recepita poi dalla vigilanza di Coopservice, presente ieri in commissione con un suo rappresentante.

Non solo: non sarà possibile portare all’interno del tribunale armi anche da parte di chi è provvisto di porto d’armi. Un provvedimento di buon senso, ma una possibilità che fino a ieri sembrava perciò possibile qualora qualcuno avesse chiesto l’accesso al tribunale con una pistola al seguito. «C’è stato un confronto molto attento e preciso soprattutto da parte dalla presidente vicaria Beretti e del procuratore capo Grandinetti - dice l’avvocato Franco Mazza - Saranno deliberate delle misure abbastanza precise. L’attenzione sarà più stringente. E ci sono delle modalità che saranno rese note in maniera ancora più evidente. Ci sarà maggiore attenzione affinché non entrino in tribunale armi: uno non può entrare con la sua rivoltella in tasca o altre sostanze pericolose. Tutte queste restrizioni verranno segnalate in maniera specifica».

In pratica anche per i liquidi funzionerà come in aeroporto: le bottiglie si dovranno bere o lasciare prima dell’accesso ai controlli. Poi, una volta, dentro, ci si dovrà comprare un’altra bottiglietta. «Per permettere il funzionamento dei controlli servirà però la collaborazione degli utenti», ha affermato Grandinetti. Il tribunale resta un luogo pubblico e ad alta intensità di traffico. La preoccupazione maggiore riguarda le forme di difesa passiva, che costano soldi e non sono quindi applicabili. Basti pensare ai giudici che non hanno video citofoni alle porte, sprovvisti quindi di filtri efficaci nel caso in cui ci siano dei malintenzionati.

Impossibile, poi, sperare in ulteriori rinforzi da parte di polizia o carabinieri, già a corto di personale sulle pattuglie utilizzate sul territorio.

L’idea di fondo è che vengano messi in atto tutti i provvedimenti necessari per evitare anche i guai. Lunedì, infatti, anche l’avvocato Raffaele Coluccio è stato colpito da alcuni schizzi della sostanza acida, senza fortunatamente conseguenze sanitarie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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