Migranti, polemiche sul “no” di Marola
La troupe di La7 ieri nel paese dopo l’animata assemblea pubblica sull’arrivo di quattro profughi in un appartamento
2 MINUTI DI LETTURA
CARPINETI. Finisce anche sulle tv nazionali il “gran rifiuto” di Marola al possibile arrivo di quattro migranti in un appartamento della frazione carpinetana. Ieri pomeriggio la troupe di La7 coordinata dal giornalista Alberto Maio ha visitato l’Appennino reggiano, facendo tappa al municipio di Carpineti e poi nel paese di Marola per un approfondimento sulle tensioni emerse lo scorso fine settimana in una tesissima riunione pubblica. Un’assemblea con il sindaco Tiziano Borghi è diventata un momento di durissimo confronto su un solo tema: l’arrivo di quattro profughi in un appartamento privato. L’eco delle polemiche ha raggiunto rapidamente Reggio e i social network, dove i toni come di consueto si sono accesi oltre il lecito e oltre le parole che si usano dal vivo, ed è arrivata oltre confine, tanto da coinvolgere La7, che ieri ha contattato il sindaco, il parroco, i gestori della cooperativa e diversi residenti. La riunione di sabato ha lasciato anche diverse ferite fra gli abitanti, divisi fra le posizioni e soprattutto sui toni. «Ho ammirato Borghi perché ha mantenuto la calma, ma mi sono vergognato dei toni usati, e questo non c’entra con le mie idee sull’arrivo dei profughi», racconta un residente. «I più arrabbiati erano quelli che vengono qui venti giorni all’anno. I toni usati non sono accettabili. Io avevo delle domande ma sono stato zitto perché in quel casino vergognoso non mi sono sentito a mio agio nel farle», aggiunge. C’è anche chi torna al tema di base: «Cosa fanno qui quattro ragazzi? Non c’è nulla da fare, c’è una sola corriera al giorno, non ha molto senso. Chi ha la seconda casa qui, restando a lungo incustodita, è preoccupato per la sicurezza», ragiona un altro residente. A oggi l’ipotesi dell’arrivo nell’appartamento scelto nelle scorse settimane appare improbabile: le tensioni avrebbero spinto a un passo indietro.
Ma la questione rimane: «Il prefetto può decidere d’ufficio e sancire magari l’uso di edifici non usati, lo sappiamo. Al seminario c’è la vecchia casa delle suore. Stanno finendo i lavori, e lì ci sarebbe spazio. Speriamo bene». (adr.ar.)
Ma la questione rimane: «Il prefetto può decidere d’ufficio e sancire magari l’uso di edifici non usati, lo sappiamo. Al seminario c’è la vecchia casa delle suore. Stanno finendo i lavori, e lì ci sarebbe spazio. Speriamo bene». (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
