Gazzetta di Reggio

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Profughi, all’appello mancano 751 posti 

di Leonardo Grilli
Profughi, all’appello mancano 751 posti 

Firmata dal prefetto l’aggiudicazione del bando. In provincia calano ancora gli alloggi: ce ne sono 647 su 1.398 richiesti

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REGGIO EMILIA. Sono 751 i posti per i richiedenti asilo che mancano all’appello in provincia rispetto a quelli richiesti dalla prefettura nel bando sull’accoglienza dello scorso aprile. È tutto nero su bianco nello stesso decreto di aggiudicazione firmato dal prefetto di Reggio Emilia, Maria Forte, che ha assegnato definitivamente il servizio dall’1 giugno al 31 dicembre 2017 ad entrambe le cordate di cooperative sociali che avevano partecipato alla gara, guidate rispettivamente dalla Dimora d’Abramo e da L’Ovile. In dettaglio, il bando era suddiviso in due lotti, relativi il primo al solo Comune di Reggio Emilia e il secondo agli altri centri della provincia.

Per quest’ultimo erano richiesti 1.398 posti. Quelli che i partecipanti sono riusciti a reperire sono però solo 719, 439 dalla Dimora e 280 da L’Ovile. Inoltre, si legge nel decreto, «sulla base della distribuzione territoriale dei posti messi a disposizione dai due concorrenti risultano 72 posti che, in alcuni Comuni, porterebbero ad assegnazioni eccedenti rispetto alla distribuzione indicata nel bando di gara».

In base alla normativa vigente, infatti, il numero di richiedenti asilo che un territorio può ospitare si calcola in percentuale rispetto alla popolazione residente. E in diversi Comuni della provincia le due cordate avevano reperito più alloggi di quanti fossero necessari.

Per questo motivo la Prefettura ha “decurtato” i 72 posti eccedenti e ha assegnato 428 posti alla Dimora e 219 al L’Ovile, per un totale di 647 posti: ancor meno rispetto ai 719 offerti inizialmente dalle cooperative dell’accoglienza. Nel complesso si tratta quindi di meno della metà dei 1.398 posti messi a bando. Completamente rovesciata invece la situazione nel lotto per il Comune capoluogo, dove l’offerta di posti era addirittura sovradimensionata rispetto alla quota affidata a Reggio Emilia dall’accordo fra ministero e Anci. A fronte di 902 posti messi a gara, infatti, le due cordate sono riuscite a reperire 918 posti, 182 L’Ovile e 739 la Dimora di Abramo. Alla prima sono stati assegnati tutti, mentre il numero di quelli della Dimora è stato diminuito a 720, in modo da raggiungere la quota prestabilita. Dove verranno collocate quindi quelle 751 persone che attualmente le due cordate non riescono ad accogliere? Una delle soluzioni è quella dei container o delle tende, come è già accaduto a San Martino in Rio poco tempo fa. Uno spettro che tuttavia lo stesso prefetto, in un’intervista alla Gazzetta di Reggio, aveva escluso categoricamente si potesse ripetere.

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