Gazzetta di Reggio

Reggio

Trenta cittadini in campo per il museo 

di Vittorio Ariosi
Trenta cittadini in campo per il museo 

Novellara, nasce il gruppo “Amici della civiltà contadina” per far rinascere l’omonima struttura

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NOVELLARA . Si è costituito ufficialmente a Novellara, per iniziativa di una trentina di cittadini, il “Gruppo amici del Museo della Civiltà Contadina”. Con l’obiettivo di contribuire al riallestimento di quello che è stato per molti anni parte integrante di quel ricco complesso museale che contribuisce a fare di Novellara un Comune ricco di istituzioni culturali, oltre che di storia.

Il museo dedicato alla cultura contadina, per molti anni un’eccellenza novellarese insieme con il museo Gonzaga, è stato chiuso a seguito del terremoto del 1996. Doveva trattarsi di una chiusura “temporanea” ma, dopo oltre vent’anni, la struttura è ancora chiusa.

Anche se non è facile spiegare il perché. Dal “manifesto” del gruppo appena costituito si evince che non è un problema di agibilità della location. Pochi anni fa il sotterraneo dell’ala nord della Rocca è stato infatti dichiarato agibile per la realizzazione di un ristorante e di una sala polivalente, come richiesto da un operatore privato.

Fino a quattro anni fa, il materiale in dotazione al museo era abbandonato al degrado. Poi un gruppo benemerito di volontari dell’Auser ha recuperato il tutto, con l’aggiunta di nuove donazioni e la ricatalogazione degli oggetti.

Si tratta di migliaia di reperti, piccoli e grandi, tutti acquisiti gratuitamente. In gran parte sono stati donati al Comune da centinaia di cittadini per cui si può dire che sono poche le famiglie novellaresi che non hanno dato qualcosa al museo.

Il gruppo dei volontari ha anche provveduto a elaborate un progetto per il nuovo allestimento, con il supporto di un tecnico notoriamente competente in merito, che si è dichiarato disponibile a collaborare gratuitamente anche nella fase esecutiva del progetto, essendo abilitato alle mansioni richieste. Il costo complessivo dei lavori risulta in questo modo decisamente modesto.

Ma il gruppo Amici del Museo e l'Auser si sono dichiarati ulteriormente disponibili anche a collaborare al reperimento di fondi, per ridurre al minimo l’impegno richiesto all’amministrazione comunale.

Il nuovo “Gruppo” è largamente composito, oltre che aperto all’adesione di tanti altri. Vi sono agricoltori e artigiani, professionisti e imprenditori, insegnati e dirigenti d'azienda, giornalisti e dirigenti di associazioni culturali, pensionati, un neurochirurgo, un noto artista novellarese, un prete.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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