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Turismo, Reggio Emilia ancora maglia nera

di Luciano Salsi
Turismo, Reggio Emilia ancora maglia nera

Boom di presenze in regione, ma nei dati manca la nostra provincia

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REGGIO EMILIA. La Regione usa toni trionfalistici per magnificare il boom del turismo, che ha fatto registrare nei primi sei mesi del 2017 una crescita sensazionale, con oltre 17 milioni di presenze (+7,6%), procurando un valore aggiunto di 14,6 miliardi, pari all’11% dell'economia regionale. La nostra provincia però si conferma maglia nera. Il turismo da noi contribuisce solo per il 2,4% alla produzione del reddito.

Siamo lontanissimi non solo da Rimini, che guida la classifica con il 36,6%, dalle altre due province romagnole a vocazione turistica, Ravenna (23%) e Forlì-Cesena (19,5%) e da Ferrara (attestata al 14,5%). Anche altri territori ci surclassano, grazie soprattutto alla valorizzazione delle città d’arte. Il turismo incide sull’economia di Bologna per l’8,7%, su Parma per il 7%, su Piacenza per il 4,9%, su Modena per il 4,2%. Siamo all’ultimissimo posto anche considerando la quota degli occupati nel settore turistico, che comprende sia alloggi, ristorazione, agenzie di viaggi e tour operator sia le attività dell’indotto. In totale nella nostra regione vi sono impiegate 160mila persone, pari al 9,8% della forza lavoro.

Anche sotto questo profilo Rimini è in testa con una quota del 32,6%. La seguono Ravenna (20%), Forlì-Cesena (15,7%), Ferrara (12,7%), Bologna (7,7%), Parma (6,2%), Piacenza (4,1%), Modena (3,6%) e, fanalino di coda, Reggio con il suo misero 2,2%. I dati sono stati illustrati ieri dalla Regione sulla base delle anticipazioni fornite da Unioncamere, su un rapporto che sarà pubblicato in settembre. Gli arrivi, più di 5 milioni, sono cresciuti dell’8%. Mancano le cifre disaggregate per province. Ma la collocazione di Reggio sembra già definita, apparendo poco vocata all’offerta di servizi legati a natura, paesaggio, arte e cultura.

Giova ribadire che ciò non dipende tanto dall’assenza di attrattive, quanto dalla scarsa capacità di valorizzarli.
Il panorama complessivo della regione mostra un sensibile incremento in tutti i comparti turistici. La costa ha visto aumentare gli arrivi fino a 2,5 milioni (+ 8,4%) e le presenze a 10,7 milioni (+ 6,6%). Le città d’arte hanno fatto registrare crescite dell'8,2% (1,5 milioni) e dell'11,5% (3,4 milioni). L'Appennino è cresciuto meno (+4,4 e +2,8%, con 583mila presenze). Si segnala, poi, il successo degli inediti connubi tra Carpi e Fidenza e tra Sassuolo e Imola.

Queste due ultime hanno promosso il Ceramic Land registrando 835mila arrivi (più 8,7%) e 2,1 milioni di presenze (più 11%). Solo le terme non riescono ad invertire la tendenza negativa. Accusano, infatti, un - 1,6% di presenze, benché gli arrivi, in tutto 176mila, siano aumentati dello 0,6%.

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