Vasco e Liga, il derby tra città a ritmo di rock / Quale canzone preferite?
Modena Park e Campovolo, scenari da sogno per i mega eventi dei record Simboli di due città pronte a sfidarsi per il primato di capitale della musica
REGGIO EMILIA. Una città per cantare? E se le città diventassero due? Vasco e Liga, Liga e Vasco. Ma anche Modena e Reggio, nelle due declinazioni da mega eventi che sono il Modena Park e il Campovolo, al secolo rispettivamente il parco Enzo Ferrari e l’aeroporto “Ferdinando Bonazzi”. Due epicentri – a una manciata di chilometri di distanza – di quella straordinaria music valley tutta emiliana che, insieme all’autodromo di Imola, sforna concerti da record in continuazione. Anche in competizione?
Potete deciderlo voi. Per votare vi basta cliccare la casella a sinistra della canzone che preferite.
Di certo il mega evento che si appresta a vivere Modena domani sera entrerà nei guinness: 220mila spettatori per celebrare i primi quarant’anni di carriera del Kom, nuovo record mondiale per una sola data di un concerto, con il Blasco in vetta a una classifica tutta rock nella quale anche il Liga non manca di fare la sua figura, a cominciare dal primo Campovolo.
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Il 10 settembre 2005, all’interno dell’Aeroporto di Reggio, furono circa 170mila i fans che si trovarono per celebrare il quindicesimo anno di attività del rocker di Correggio, raggiungendo all’epoca il record europeo di spettatori paganti, in una gara tutta reggiana che fino a qualche anno primo annoverava una magica notte firmata U2, sempre al Campovolo, nel lontano 1997: 146mila biglietti.
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In fondo, l’intuizione di far volare il Campovolo sulle ali della musica parte tutta da lì. Ma proprio ora che l’Arena Grandi Eventi sembra ad un passo, arriva il Modena Park a rimischiare le carte. Cosa succederebbe se a Modena decidessero di puntare sul parco Ferrari per un calendario di grandi eventi? Una domanda alla quale si potrà cominciare a dare una risposta solo da domenica, quando Modena e la sua amministrazione potranno dire se l’esame “grandi eventi” sia o meno superato, al pari di Reggio in occasione dei concertoni al Campovolo.
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La bandierina, come avvenne nei confronti di Parma per la Mediopadana, anche in questo caso infatti l’ha piazzata prima Reggio, nonostante le mille difficoltà di pianificazione e realizzazione di un progetto che, di fatto, si trova su un’area di proprietà dell’Enac, ente nazionale aviazione civile. Di qui una lunga trafila burocratica tra affidamenti, concessioni e subconcessioni, che hanno spostato sempre più avanti nel tempo l’ipotesi di realizzazione dell’Arena, fino ad arrivare ai giorni nostri.
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Per Modena, il percorso sarebbe di certo più snello. Il motivo? Il parco Ferrari è di proprietà comunale. E una buona fetta di burocrazia verrebbe di fatto saltata a piè pari. La tradizione dei grandi eventi, inoltre, è di casa anche sotto la Ghirlandina. E basta tornare indietro agli anni ‘90 per trovare gli indimenticabili concerti del Pavarotti and Friends, in un connubio tutto modenese e reggiano.
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Accanto al tenorissimo, ideatore della manifestazione, il nostro Zucchero “Sugar” Fornaciari, il bluesman che da Roncocesi ha conquistato il mondo. A dimostrazione che la musica non ha confini geografici o amministrativi. Ma i grandi eventi?
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Fra gli addetti ai lavori, è chiaro un fatto: i big in grado di radunare folle oceaniche sono sempre meno. E la concorrenza fra location è spietata. A cominciare da San Siro e Circo Massimo, da sempre tappe fisse nei principali tour europei delle maggiori star internazionali. Un circuito nel quale anche il Campovolo ambisce a metter piede, con o senza concorrenza del parco Ferrari-Modena Park. La sfida tra città rock, quindi, è pronta a partire, a prescindere da Vasco e Liga. E al netto dei grandi disagi che ogni megaevento inevitabilmente comporta, vetrine d’eccezione per entrare nella storia della musica. A patto che l’evento si risolva in un successo.
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