«Attacchi a Minniti» Il Pd diserta il corteo in favore dei profughi
di Luciano Salsi
Oggi la manifestazione in città organizzata dalle sinistre Costa: «D’accordo su tutto ma non sugli attacchi al ministro»
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REGGIO EMILIA. Non ci sono soltanto le associazioni impegnate sul fronte dell'accoglienza e i centri sociali. Alla manifestazione “Reggio Emilia non ha paura - No one is illegal”, che si svolgerà questa mattina, si registrano anche adesioni politiche da parte delle sigle della sinistra più o meno radicale. Non aderisce, invece, il Pd. «A me - spiega Andrea Costa, segretario provinciale del Pd - nessuno ha chiesto di aderire. Un obiettivo dell'iniziativa è sostenere la proposta di legge popolare “Ero straniero”, che intende superare la legge Bossi-Fini creando canali di immigrazione regolare. Sono d'accordo. Anzi, ne sono un promotore e ho partecipato alla sua presentazione a Montecitorio insieme a Emma Bonino. Gli organizzatori, però, aggiungono una polemica contro i decreti Minniti, provvedimenti che io condivido in quanto rispondono alle criticità sollevate dai sindaci subordinando l'accoglienza alla capacità di integrare i migranti, un compito in cui l'Italia oggi è lasciata sola. Se la manifestazione è per l'accoglienza sono favorevole. Se è contro i provvedimenti del governo sono contrario». In effetti i promotori non si limitano a denunciare «un'Europa che erige muri di fronte a migliaia di persone che continuano ad annegare nei nostri mari», ma accusano il decreto Minniti di «svuotare il diritto d'asilo in antitesi con la Costituzione». Inoltre si contrappongono alla fiaccolata indetta lunedì 12 dai comitati civici per porre un limite all'afflusso di stranieri.
«Noi - tuonano - siamo contro il razzismo fomentato dalla retorica della paura». I manifestanti si raduneranno alle 10 davanti alla stazione ferroviaria, un luogo frequentatissimo dagli africani che, probabilmente, si uniranno al corteo. Sfileranno poi per viale Quattro Novembre, lungo la via Emilia, piazza Gioberti e corso Garibaldi fino alla Prefettura, dove presenteranno la richiesta di concedere il permesso di soggiorno a tutti i richiedenti asilo. Quindi proseguiranno per via Farini. Sono previsti brevi discorsi durante la sfilata e alla sua conclusione in piazza Prampolini. «La manifestazione - riferisce Federica Zambelli dell'associazione Città migrante - l'avevamo lanciata il 15 giugno durante un’assemblea molto partecipata nella sede di Aq16. Ci interessa aprire un dibattito in termini non emergenziali e allarmistici. Siamo contrari alla proposta di dirottare le navi delle Ong verso altri porti europei. Ora non si fa altro che erigere muri, restringendo le possibilità di accogliere i rifugiati. Dobbiamo invece prevedere per i migranti canali di accesso regolare, sottraendoli ai trafficanti. Sarebbe un vantaggio non solo per queste persone, ma anche per l'insieme della società, eliminando la clandestinità in cui si insinuano il lavoro nero e la criminalità organizzata».
«Noi - tuonano - siamo contro il razzismo fomentato dalla retorica della paura». I manifestanti si raduneranno alle 10 davanti alla stazione ferroviaria, un luogo frequentatissimo dagli africani che, probabilmente, si uniranno al corteo. Sfileranno poi per viale Quattro Novembre, lungo la via Emilia, piazza Gioberti e corso Garibaldi fino alla Prefettura, dove presenteranno la richiesta di concedere il permesso di soggiorno a tutti i richiedenti asilo. Quindi proseguiranno per via Farini. Sono previsti brevi discorsi durante la sfilata e alla sua conclusione in piazza Prampolini. «La manifestazione - riferisce Federica Zambelli dell'associazione Città migrante - l'avevamo lanciata il 15 giugno durante un’assemblea molto partecipata nella sede di Aq16. Ci interessa aprire un dibattito in termini non emergenziali e allarmistici. Siamo contrari alla proposta di dirottare le navi delle Ong verso altri porti europei. Ora non si fa altro che erigere muri, restringendo le possibilità di accogliere i rifugiati. Dobbiamo invece prevedere per i migranti canali di accesso regolare, sottraendoli ai trafficanti. Sarebbe un vantaggio non solo per queste persone, ma anche per l'insieme della società, eliminando la clandestinità in cui si insinuano il lavoro nero e la criminalità organizzata».
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