Certe notti, cantando quella vita spericolata
di Martino Ferrari
In giro per la città intonando le due canzoni simbolo di Vasco e del Liga Per molti il Kom non si discute, ma in tanti prediligono il rocker di Correggio
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REGGIO EMILIA. Che cosa cantano i reggiani? Nel giorno della vigilia del concerto dei record targato Vasco Rossi, siamo andati in giro per il centro per sondare il terreno in attesa dell’evento di stasera. La domanda che abbiamo rivolto alla gente non poteva che riguardare lo storico dualismo tra Vasco e Liga. E fra i loro fans, pronti a intonare a squarciagola le canzoni “manifesto” delle due maggiori rockstar italiane. Da una parte Vita Spericolata, storico successo dell’artista modenese datato 1983 e presentato per la prima volta in gara al 33esimo festival di Sanremo.
La canzone si classificò al penultimo posto – a trionfare fu Tiziana Rivale con Sarà quel che sarà – ma divenne immediatamente un cult, destinato a fotografare intere generazioni. Dall’altra parte, non poteva che esserci Certe Notti, il famosissimo singolo firmato Luciano Ligabue, estratto dall’album Buon Compleanno, Elvis del 1995. Con questo brano il cantautore di Correggio, oltre a vincere la prestigiosissima “Targa Tenco” nel 1996 per la miglior canzone dell’anno, si afferma definitivamente nel panorama musicale Italiano. Due canzoni dall’aspetto opposto, che tuttavia grazie alla semplicità del loro ritmo e alla purezza della loro anima esemplificano alla perfezione i due estremi dello stesso genere; due canzoni che nonostante geograficamente siano separate da appena 70 chilometri (questa infatti è la distanza tra Correggio e Zocca), sono destinate a non incrociare mai lo sguardo, proprio come due facce di una stessa moneta.
Da un lato, dunque, la ribellione, simbolo per antonomasia del rock esaltato attraverso una magistrale interpretazione di Vasco, nato per essere l’incarnazione vivente di questa canzone. Dall’altro lato invece la magica poesia che solo una notte della bassa Reggiana può regalare, scandita da un ritmo che ci dà l’impressione costante di poter esplodere da un momento all’altro, ma che alla fine il Liga riesce ad imbrigliare, facendo da cornice ad un capolavoro che sembra la trasposizione musicale di un quadro impressionista.
Con queste premesse, la sfida che la scorsa mattina ha visto come giudici infallibili i reggiani non poteva che essere paragonata ad un derby. E, come spesso accade negli scontri ai vertici, la vittoria è avvenuta solo grazie ad alcuni voti di scarto, che hanno rappresentato il cosiddetto ago della bilancia. La maggioranza ha intonato Certe Notti di Ligabue.
Giunto il momento di motivare la propria risposta, le spiegazioni sono state le più disparate: dall’attaccamento alla terra reggiana, come prontamente sottolineato da Matteo, studente di giurisprudenza, all’espressione di un contenuto più poetico, come affermato invece da Luigi, studente di Medicina; dall’ammissione di uno stimolo unico e speciale, come dichiarato da Irina, studentessa di Ingegneria dell’automazione, fino alla semplice scelta per negazione come nel caso di Chiara, studentessa dell’istituto tecnico economico di Parma. In molti hanno confidato una motivazione del tipo sentimentale che li lega al brano dell’autore correggese.
Un’altra curiosità emersa, inoltre, vedrebbe i fan del Liga più musicalmente coraggiosi e slanciati nel cercare di intonare il ritornello di Certe Notti. Cosa che invece, per quanto assurda possa sembrare, non si può dire per il brano di Vasco. Onore delle armi anche al Kom sia chiaro, che può sicuramente vantare supporter più “fedeli alla linea”. Anche perchè chi ama il Kom lo ama senza se e senza ma. Come dimostrato da Andrea, litografo reggiano che ammette soltanto Vasco come emblema della sua generazione, e come confermato da Giulio, storico commerciante del centro, che alla domanda ha risposto con un serenissimo: «Non c’è nemmeno paragone».
In ultimo occorre segnalare un minimo numero di astenuti: Crystal e Milena, due studentesse straniere rispettivamente da Stati Uniti e Giappone, che pur ammettendo di non conoscere i due artisti, hanno manifestato la loro preferenza a Ligabue, per conto delle proprie famiglie ospitanti. C’è stato anche qualcuno che ha fatto il nome di Zucchero, lamentando un suo mancato coinvolgimento in qualità di altro grandissimo protagonista della zona. E poi c’è la risposta di Antonia, simpatica nonna reggiana dal cuore profondamente romantico, che alla domanda sulle due canzoni, senza esitare un solo secondo ha risposto: “Albachiara, perché alla mia epoca ci si alzava solo con quella”.
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La canzone si classificò al penultimo posto – a trionfare fu Tiziana Rivale con Sarà quel che sarà – ma divenne immediatamente un cult, destinato a fotografare intere generazioni. Dall’altra parte, non poteva che esserci Certe Notti, il famosissimo singolo firmato Luciano Ligabue, estratto dall’album Buon Compleanno, Elvis del 1995. Con questo brano il cantautore di Correggio, oltre a vincere la prestigiosissima “Targa Tenco” nel 1996 per la miglior canzone dell’anno, si afferma definitivamente nel panorama musicale Italiano. Due canzoni dall’aspetto opposto, che tuttavia grazie alla semplicità del loro ritmo e alla purezza della loro anima esemplificano alla perfezione i due estremi dello stesso genere; due canzoni che nonostante geograficamente siano separate da appena 70 chilometri (questa infatti è la distanza tra Correggio e Zocca), sono destinate a non incrociare mai lo sguardo, proprio come due facce di una stessa moneta.
Da un lato, dunque, la ribellione, simbolo per antonomasia del rock esaltato attraverso una magistrale interpretazione di Vasco, nato per essere l’incarnazione vivente di questa canzone. Dall’altro lato invece la magica poesia che solo una notte della bassa Reggiana può regalare, scandita da un ritmo che ci dà l’impressione costante di poter esplodere da un momento all’altro, ma che alla fine il Liga riesce ad imbrigliare, facendo da cornice ad un capolavoro che sembra la trasposizione musicale di un quadro impressionista.
Con queste premesse, la sfida che la scorsa mattina ha visto come giudici infallibili i reggiani non poteva che essere paragonata ad un derby. E, come spesso accade negli scontri ai vertici, la vittoria è avvenuta solo grazie ad alcuni voti di scarto, che hanno rappresentato il cosiddetto ago della bilancia. La maggioranza ha intonato Certe Notti di Ligabue.
Giunto il momento di motivare la propria risposta, le spiegazioni sono state le più disparate: dall’attaccamento alla terra reggiana, come prontamente sottolineato da Matteo, studente di giurisprudenza, all’espressione di un contenuto più poetico, come affermato invece da Luigi, studente di Medicina; dall’ammissione di uno stimolo unico e speciale, come dichiarato da Irina, studentessa di Ingegneria dell’automazione, fino alla semplice scelta per negazione come nel caso di Chiara, studentessa dell’istituto tecnico economico di Parma. In molti hanno confidato una motivazione del tipo sentimentale che li lega al brano dell’autore correggese.
Un’altra curiosità emersa, inoltre, vedrebbe i fan del Liga più musicalmente coraggiosi e slanciati nel cercare di intonare il ritornello di Certe Notti. Cosa che invece, per quanto assurda possa sembrare, non si può dire per il brano di Vasco. Onore delle armi anche al Kom sia chiaro, che può sicuramente vantare supporter più “fedeli alla linea”. Anche perchè chi ama il Kom lo ama senza se e senza ma. Come dimostrato da Andrea, litografo reggiano che ammette soltanto Vasco come emblema della sua generazione, e come confermato da Giulio, storico commerciante del centro, che alla domanda ha risposto con un serenissimo: «Non c’è nemmeno paragone».
In ultimo occorre segnalare un minimo numero di astenuti: Crystal e Milena, due studentesse straniere rispettivamente da Stati Uniti e Giappone, che pur ammettendo di non conoscere i due artisti, hanno manifestato la loro preferenza a Ligabue, per conto delle proprie famiglie ospitanti. C’è stato anche qualcuno che ha fatto il nome di Zucchero, lamentando un suo mancato coinvolgimento in qualità di altro grandissimo protagonista della zona. E poi c’è la risposta di Antonia, simpatica nonna reggiana dal cuore profondamente romantico, che alla domanda sulle due canzoni, senza esitare un solo secondo ha risposto: “Albachiara, perché alla mia epoca ci si alzava solo con quella”.
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