Cir food investe i profitti in sostenibilità
Nel piano strategico 2016-2020 fissati i parametri anche per la crescita sociale, ambientale e culturale
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REGGIO EMILIA. Dalla lotta agli sprechi alla diminuzione dell’inquinamento e dei rifiuti, dalla riduzione dei consumi energetici all’attenzione verso prodotti bio e da filiera corta. Dopo aver chiuso il bilancio civilistico con numeri record, Cir food - cooperativa della ristorazione - ha presentato ai soci il proprio bilancio di sostenibilità 2016. Una crescita anche sociale, ambientale e culturale, perché «siamo consapevoli che l’attuazione dell’agenda globale per lo sviluppo sostenibile approvata dall’Onu richieda un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società – afferma Chiara Nasi, presidente Cir food – e riteniamo di poter dare un contributo al raggiungimento degli obiettivi individuati, anche grazie al nostro essere impresa cooperativa. Un modello sociale in cui l’agire è fortemente intrecciato con le comunità in cui si opera e che per questo può offrire un grande contributo al cambiamento, anche in termini di uno sviluppo inclusivo, che non lasci indietro nessuno».
In particolare, attraverso gli impegni presi nel piano strategico 2016-2020, Cir food agisce su 4 dei 17 fronti Sustainable Development Goals fissati dall’Onu: oltre 65.000 ore di formazione erogate, in costante crescita negli ultimi 3 anni; produzione di energia da fonti rinnovabili che solo nel 2016 ha consentito un risparmio totale di 40 tonnellate di Co2; investimenti in ricerca e sviluppo attraverso l’istituzione nel novembre 2016 di una direzione aziendale dedicata; impiego di modelli sostenibili di produzione e consumo rendicontati nel proprio bilancio di sostenibilità, certificato secondo le linee guida del Global Reporting Initiative .
In particolare, attraverso gli impegni presi nel piano strategico 2016-2020, Cir food agisce su 4 dei 17 fronti Sustainable Development Goals fissati dall’Onu: oltre 65.000 ore di formazione erogate, in costante crescita negli ultimi 3 anni; produzione di energia da fonti rinnovabili che solo nel 2016 ha consentito un risparmio totale di 40 tonnellate di Co2; investimenti in ricerca e sviluppo attraverso l’istituzione nel novembre 2016 di una direzione aziendale dedicata; impiego di modelli sostenibili di produzione e consumo rendicontati nel proprio bilancio di sostenibilità, certificato secondo le linee guida del Global Reporting Initiative .
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