Crac Burani, in vendita le scarpe con lo “sconto”
Il tribunale ritenta la cessione del 60% di Baldinini in capo a Antichi Pellettieri Il prezzo base fissato scende da 28 milioni di euro del 2016 a 24 milioni di euro
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CAVRIAGO. Da 28 milioni di euro scende a 24 milioni di euro la richiesta ai potenziali compratori di Antichi Pellettieri, ultimo gioiello dell’ex casa di moda Burani di Cavriago. L’azienda dell’omonima famiglia è crollata con tutto il gruppo con il crac del 2013, preceduto da inchieste e processi. La controllata Antichi Pellettieri fu un’intuizione di Burani per creare un’impresa di accessori. Poi, però, la controllata è finita in concordato preventivo già omologato e ha messo in vendita il pezzo più pregiato, vale a dire il 60% della Baldinini srl, azienda nel distretto romagnolo di San Mauro Pascoli (Forlì) che disegna e produce calzature e accessori di fascia alta e di taglio artigianale. La vendita è gestita dalla procedura affidata a Mauro Macchiaverna e Damiano Manini, che hanno pubblicizzato la vendita del pacchetto anche all’estero, tramite il Financials Times. E il valore di vendita della quota ancora legata al fallimento della Mariella Burani Fashion Group (Mbfg) resta tra quelli più rilevanti passati per le stanze del tribunale fallimentare di Reggio Emilia. Un anno fa il prezzo base fissato era stato di 28 milioni e 200 mila euro, per chi avesse presentato la cosiddetta «manifestazione di interesse». L’interesse era rivolto probabilmente a case di moda, fondi del lusso o similari, chiamati ad allegare anche un «impegno di riservatezza» e attendere poi la due diligence con la quale doveva essere valutata l’offerta. Ma nessuno sembra aver centrato l’obiettivo, facendo ripartire il medesimo iter nei confronti delle quote della Baldinini, azienda che nel 2010 ha compiuto 100 anni di storia, conta 100 negozi monobrand con distribuzione in 35 paesi e che occupa 250 addetti. Il prezzo base, ora, è fissata a 24 milioni di euro, ben 4 milioni in meno rispetto al 2016. Il restante 40% dell’azienda era ancora in mano al fondatore del marchio, Gimmi Baldinini, che ha sempre affermato di voler rimanere in sella. Tra i detentori della quota di maggioranza e i fondatori storici c'erano stati alcuni attriti nel recente passato, con tanto di contenzioso legale per diversità di vedute sul complesso piano di risanamento. Antichi Pellettieri deve cercare però di incassare il più possibile per portare al traguardo il concordato già omologato, sul quale pesa un monte debiti che nel decreto raggiungeva gli 86 milioni di euro. Per rientrare la società dovrà cedere la quota in Baldini e portare in denari raccolti in dote alla procedura. (e.l.t.)
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