Gazzetta di Reggio

Reggio

Le presenze? In aumento Ma il boom era con la crisi 

di Gabriele Farina
Le presenze? In aumento Ma il boom era con la crisi 

Spuntano dei numeri che mostrano valori record in città tra il 2008 e il 2009 Ganassi (Confesercenti): «A Reggio tanti arrivi per affari e per ragioni di lavoro»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. La “maglia nera” non è ancora ufficiale, ma i numeri sono in ripresa. Dopo le anticipazioni del rapporto Unioncamere di settembre (in cui la nostra città ancora non compare) giungono i dati regionali sugli arrivi in provincia e i pernottamenti in città. Le cifre, fornite dal Comune ma elaborate dalla Regione, prendono come riferimento temporale un arco compreso tra il 1999 e il 2016.

Si apprende così, per esempio, che lo scorso anno sono state trascorse 674.839 notti a Reggio città e sono arrivati complessivamente 317.885 turisti. Le notti in un anno sono 365 (366 nei bisestili), quindi qualcosa sembra non tornare. Se si divide il primo numero (674.839 pernottamenti di turisti) per il secondo (365 numero delle notti) si deduce che ogni giorno a Reggio sarebbero stati presenti 1.849 turisti. Un dato da prendere con le pinze, così come il celebre pollo di Trilussa, e da ripartire nei vari periodi dell’anno.

È elevato? Sì, se si considera che appena dodici mesi prima s’era registrato il livello più basso con 552.741 presenze complessive, cioè 1.514 turisti a notte con il calcolo di prima. I record? Paradossalmente, negli anni della crisi. Nel 2008, infatti, a Reggio furono registrati 1.221.442 pernottamenti, ovvero 3.346 presenze ogni notte. Nel 2009, quando gli effetti della congiuntura economica iniziavano a farsi vedere altrove, i pernottamenti nella città del Tricolore sono stati 1.197.316, cioè 3.280 a notte. Un segno di discontinuità con quanto accade in provincia. Il valore più alto è rappresentato dai 332.813 arrivi del 2007, mentre il punto più basso è stato toccato nel 2003 con 260.953 arrivi nel territorio provinciale.

«Il turismo di Reggio si conferma legato soprattutto agli affari», spiega Roger Ganassi, segretario provinciale di Confesercenti. Per Ganassi i numeri altalenanti segnati nel Reggiano hanno una causa ben precisa. «Sulle montagne si registrano tanti ammodernamenti delle reti e degli impianti, compiuti soprattutto dai privati, ma gli arrivi sono spesso legati a un turismo climatologico – assicura il segretario – e si fatica a uscire da tali logiche. La città, invece, è molto legata al turismo per affari e, in generale, per ragioni di lavoro».

C’è una precisazione da fare. «L’approccio alla vacanza è cambiato – sottolinea Ganassi – perché una volta si decideva di andare in una località come Cervarezza e si pernottava anche un mese lì. Oggi le vacanze sono “mordi e fuggi”, per cui se ne fanno tante e brevi, come accade anche altrove».

«I turismi sono di tanti tipi», ha ricordato nell’ultimo consiglio comunale Natalia Maramotti, assessore al Turismo e presidente dell’associazione “Destinazione Turistica Emilia”. Un progetto cheper Confesercenti , come ribadisce Ganassi, «può aiutare a definire un brand (marchio) e può evocare suggestioni importanti, per esempio nei campi del food (gastronomia) e degli elementi storici, artistici, musicali di Reggio». Maramotti ha ricordato che «non c’è una potente governance (autorità) del turismo a Reggio».

Una risposta può arrivare per Ganassi dalla nuova realtà che coinvolgerà anche Piacenza e Parma, ma non Modena. «Reggio in tutte le sedi ha da parte sua auspicato l’ingresso di Modena nell’associazione – conclude il segretario – perché il sistema reggiano ha tante affinità economiche nei settori dell’agroalimentare, del tessile, della meccanica: sarebbe stato un arricchimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google