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Maturità, due studenti reggiani prestano la voce all’amico disabile

Maturità, due studenti reggiani prestano la voce all’amico disabile

I compagni di scuola hanno illustrato le slide e fotografie che un loro amico portatore di handicap aveva preparato

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GUASTALLA. Una storia da libro “Cuore”, di quelle che di questi tempi non vanno per la maggiore. All’istituto “Manzoni” di Suzzara (Mantova), all’esame orale di uno studente disabile del liceo scientifico indirizzo “Scienze Applicate”, due compagni di scuola hanno prestato la loro voce per illustrare la tesina, attraverso slide e fotografie, che il portatore di handicap aveva preparato, intitolata “Una testa per emozionare, un cuore per capire”. Tesina che Amrik Singh, in carrozzina per una grave disabilità, ha dedicato ai suoi due amici.

Impossibile, per i professori della commnissione d’esame, non emozionarsi. Qualunque voto alla fine dell’esame prenderanno Marcello Rizzello di Reggiolo e Giorgia Vezzani di Guastalla (volontaria nella locale Croce Rossa), i due tutor di Amrik, hanno comunque dimostrato di essere maturi dal punto di vista umano.

Amrik è sempre stato seguito dalle professoresse di sostegno Cecilia Pincella e Cristina Zorzella, con la collaborazione dell’educatrice Mariangela Mione. Con l’esame di ieri le strade di Giorgia, Marcello e Amrik si dividono, ma i tre amici si sono ripromessi di non perdersi di vista.

Giorgia e Marcello si rivedranno perché entrambi andranno all’Università di Parma: la guastallese sogna di fare la pasticcera e quindi frequenterà la facoltà di Scienze gastronomiche, mentre il reggiolese si iscriverà alla facoltà di Filosofia.

«Un’esperienza che mi ha fatto crescere molto – ha detto Giorgia Vezzani –. Mi sono confrontata con il mondo della disabilità e ho capito che, nonostante le difficoltà, queste persone riescono ugualmente a trovare il modo di comunicare. Ho anche capito quanto le persone “normodotate” facciano ancora fatica ad accettare i disabili. Lo capisco da come ci guardano, quando siamo con Amrik; quasi ci scambiano per supereroi».

L’amicizia dei due giovani studenti reggiani con Amrik è nata in modo assolutamente spontaneo. «Già in terza liceo ho cercato di avvicinarmi ad Amrik. Lui era seguito da insegnanti di sostegno e nelle ore di lezione non era in classe con noi. Sia io che Marcello lo andavamo a trovare durante la ricreazione, nelle ore “buche”, stavamo con lui quando venivano convocate le assemblee. Un rapporto nato in maniera naturale».

Alla fine dell’esame orale, tutti i professori della commissione e i compagni di scuola presenti si sono complimentati con Amrik e con i due straordinari tutor. La professoressa Marina Bordonali si è commossa e ha postato un messaggio su Facebook nel quale ha spiegato quanto avvenuto al “Manzoni”, esprimendo apprezzamento per questo grande gesto di altruismo e umanità. Quella di Amrik, Giorgia e Marcello è una storia semplice e vera, che parla di amicizia e solidarietà.

Una storia toccante che può essere di ispirazione per molti altri. I tre non fanno parte della stessa famiglia, ma è come se lo fossero stati: Giorgia e Marcello si sono occupati di Amrik ogni giorno negli ultimi tre anni. (m.p.)
 

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