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Sindacati, l’appello al direttore Nicolini: «No giochi al ribasso»

Sindacati, l’appello al direttore Nicolini: «No giochi al ribasso»

REGGIO EMILIA. La fusione tra aziende sanitarie oggi diventa realtà, Fausto Nicolini sarà il direttore generale. Il decreto di nomina è a firma del presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Per l’a...

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REGGIO EMILIA. La fusione tra aziende sanitarie oggi diventa realtà, Fausto Nicolini sarà il direttore generale. Il decreto di nomina è a firma del presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Per l’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, «profilo e competenze ne fanno il candidato migliore per l’avvio di quest'esperienza».

Ma i sindacati rivendicano compatti: «Non accetteremo nessun gioco al ribasso». Le funzioni pubbliche della Cgil e della Cisl (con Fials) pongono una richiesta precisa: tutelare i circa 7mila dipendenti, tra cui quasi 700 medici ospedalieri e 500 convenzionati (medici, pediatri di famiglia e medici specialisti). I sindacati danno 18 mesi alla futura azienda per armonizzare accordi preesistenti. L’ultima scadenza la pongono il 31 dicembre 2018. «Tale tempo ci sembra il minimo – rimarcano le tre sigle – perché sarà necessario mettere mano a regolamenti che incidono in modo pesante sulla vita delle persone e sul salario stesso. Due esempi? La mensa e il calcolo delle indennità giornaliere». Nel sistema integrato, vi sarà un bilancio aggregato da 1,3 miliardi. I sindacati ricordano che i contratti nazionali sono fermi da 8 anni e lanciano una richiesta prioritaria: «Nessun dipendente di entrambe le aziende dovrà vedersi calare lo stipendio». Il punto, secondo le tre sigle, è legato a un altro: «Non accetteremo nessun gioco al ribasso». In che senso? «La politica ha voluto la fusione. La direzione si è prestata. Ora occorre valorizzare economicamente chi questa fusione se la dovrà fare davvero, cioè le lavoratrici e i lavoratori in carne ed ossa». Cosa cambia, intanto, per i lavoratori nel concreto, rapporti contrattuali a parte?

«Per i dipendenti del Santa Maria Nuova non cambia nulla», rispondono dai sindacati citando aspetti giudicati complementari: «Accesso alla mensa, regolamentazione della pausa, flessibilità dell’orario di lavoro, tempistica delle liquidazioni stipendiale, uso degli strumenti informatici». C’è un motivo per cui tali elementi saranno confermati: «Qualsiasi cambiamento dovrà prioritariamente essere oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali e le rsu», concludono le sigle.(g.f.)

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