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Ecco come sarà l’azienda unica di Reggio 

Ecco come sarà l’azienda unica di Reggio 

Tutto il personale è stato confermato, il patrimonio mobiliare e immobiliare farà completamente capo alla nuova struttura

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REGGIO EMILIA . La fusione è fatta. Da ieri la città del Tricolore ha un’azienda sanitaria unica, che unisce Ausl e Santa Maria Nuova. Alla guida il direttore generale Fausto Nicolini, che garantisce: «Si apre un nuovo capitolo nel quale sarà impegno di tutti lavorare con l’obiettivo comune di consolidare un’azienda che diventa, se possibile ancor più di prima, un riferimento importante per la comunità e le istituzioni e un esempio a livello regionale».

Dalla nuova struttura confermano che tutto il personale in servizio, anche quello a tempo determinato, rimarrà e non saranno persi posti di lavoro. I sindacati hanno già chiesto un incontro con i vertici (fissato per la fine del 2018) in cui si farà un punto sugli stipendi. Le sigle chiedono che non vi sia «nessun gioco al ribasso».

L’azienda unica è stata creata per contenere la spesa pubblica e migliorare l’efficienza dell’organizzazione, migliorando sui versanti della prevenzione della corruzione e sulla promozione della trasparenza. In tal senso, saranno introdotte misure organizzative in linea con il Testo unico sulla legalità approvato con una specifica legge regionale lo scorso ottobre. Il percorso, formalizzato dalla legge regionale, è stato condiviso sin dall’inizio con il territorio, con incontri promossi in modo capillare, sostenuto e costantemente accompagnato dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria di Reggio.

Il patrimonio mobiliare e immobiliare dell’azienda ospedaliera viene trasferito all’azienda unica. Tutto il personale in servizio all’ospedale, con contratto di lavoro subordinato, a tempo indeterminato o determinato, è trasferito senza soluzione di continuità all’azienda unica, come peraltro prevede il decreto legislativo 165/2001 sull’ordinamento del lavoro nelle amministrazioni pubbliche. Entro il 30 giugno 2018, la direzione generale adeguerà l’atto aziendale, vale a dire lo strumento volto a definirne l’assetto organizzativo e istituzionale, al nuovo assetto fissato dalla legge.

Per promuovere le forme di cooperazione e innalzare il livello qualitativo dei servizi erogati, con particolare riguardo a quelli più complessi, la riorganizzazione prevede la costituzione di un presidio ospedaliero unico, denominato Presidio ospedaliero provinciale Santa Maria Nuova, articolato in più stabilimenti, che incorpori quello esistente dell’Azienda Usl all’Arcispedale Santa Maria Nuova.

Da ieri, la titolarità dell’Istituto di ricovero e cura a carattere Scientifico (Irccs) “Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia”, costituito all’interno dell’Azienda ospedaliera “Arcispedale Santa Maria Nuova”, è trasferita all’Azienda Usl di Reggio Emilia. L’atto aziendale dell’Azienda Unica di Reggio dovrà specificare l’assetto degli organi e le relative competenze, il modello e le strutture organizzative, i rapporti con l’Università e la rete degli Irccs in oncologia per valorizzare le forme di collaborazione in rete e i relativi progetti che possono essere realizzati.

«L’istituzione dell’Irccs ha portato un valore aggiunto – aggiunge Nicolini – attraverso la ricerca a tutto il sistema sanitario. In tutti i sistemi sanitari avanzati le qualità della ricerca e dell’assistenza sono indissolubilmente legate. Il dottor Costantini, direttore scientifico dell’Istituto, ha dato un’impronta personale alla gestione della ricerca e collaborerà a stretto contatto con la direzione generale, come concordato con il ministero della Salute».

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