L’esercito di reggiani agli ordini del Kom
di Gabriele Farina
In migliaia si muovono in treno, bici e auto per ascoltare il rocker di Zocca C’è persino chi parte da Correggio ed esclama: «Vasco è meglio del Liga»
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REGGIO EMILIA. Si muovono in bici, in auto, in treno. Iniziano a spostarsi sin dalle prime ore dell’alba per assistere da vicino al concerto dell’anno. Qualcuno ha dormito la notte prima al parco Ferrari pur di essere quanto più possibile vicino a un cantante “straniero”. Già, perché il modenese Vasco Rossi riesce a far superare ai reggiani campanilismi ben radicati.
«Io abito a Correggio – esclama una sostenitrice nella stazione di Reggio – e per me Vasco è meglio di Ligabue». Per la ragazza la canzone più bella del “re della serata” è “Dormi dormi”, successo del 1985. “Ogni volta”, ribadisce un’amica, tornando ancora più indietro nel tempo (1982). In centinaia attendono lungo i binari che le carrozze arrivino. Ingannano l’attesa intonando successi del Komandante: si sentono chiamati a raccolta e loro sono pronti a rispondere. Qualcuno canta “Albachiara” (successo del 1979), altri intonano “Una canzone per te” e “Vita spericolata” (entrambe del 1983), poi insieme si cimentano a trovare “Un senso” (hit del 2004), tra occhiali da sole e cappellini alla Vasco. La voce non sarà la stessa del Kom, ma la passione è innegabile.
«Devo ancora trovare qualcosa che non mi piace di Vasco», confessa un sostenitore con la maglia rossa e la scritta “Mi piaci tu”, titolo di una canzone scritta da Vasco nel 2008. «Non ci piace la sua età – aggiunge una fan – perché vuol dire che non farà ancora tanti concerti». «Questo però è il concerto, è l’evento», riprende a stretto giro un terzo seguace del Komandante. I tre, giunti a Modena, si accomoderanno nel Pit3 perché «noi quarantenni stiamo un po’ indietro: lasciamo spazio ai giovani».
«Abbiamo acquistato i biglietti sei giorni fa». Inutile chiedere loro se sia meglio Vasco Rossi o Ligabue. «Siamo qua in stazione a Reggio», commenta una fan, lasciando intendere che la scelta ricade sul cantante di Zocca e non sul rocker di Correggio. «È come scegliere tra una Ferrari e una Porsche – riprende un sostenitore del Blasco nazionale – si sceglie la Ferrari». «Io abito a Correggio – esclama una sostenitrice – e per me Vasco è meglio di Ligabue».
Alla stazione s’incontrano fasn giunti anche da Milano. «Ci ha spinto Vasco – confessa una donna – e anche tanti amici dalla Sardegna». Come pochi, infatti il cantante di Zocca unisce sostenitori da ogni parte d’Italia. Lo segue da quando ha otto anni e la sua canzone preferita è “Stupendo”, scritta nel 1993. “La nostra relazione”, datata 1978, è selezionata invece dall’accompagnatore. «Preferisco gli Iron Maiden, però la seguo», spiega l’uomo. La band britannica ha preso parte a un concerto (Rock in Rio) in cui le presenze sono state più alte di ieri, ma in fatto di artisti singoli il record del Modena Park resiste.Ed è mondiale. Una sostenitrice giunge da Verona con il velo nuziale. «Mi sposo il 15 settembre», anticipa, presentatasi con un vistoso papillon verde. Inutile chiederle quale sarà la colonna sonora della celebrazione: «Vasco», esclama quasi sorpresa dalla domanda, aggiungendo che non importa quale sarà il brano. «Può essere “Sally”, “Stupendo”, “Albachiara” – garantisce . Le è stato regalato il biglietto quale dono di nozze «perché qualsiasi canzone di Vasco mi va bene. Proverò a chiedergli stasera di venire a suonare al mio matrimonio (sorride ironica)».
A metà settembre il suo grande giorno, ma ieri lo è altrettanto per migliaia di reggiani (e tantissimi sostenitori da tutta Italia passati da Reggio). Una coppia è giunta a in città da Alghero, attraversando Bergamo, e attende di prendere il treno verso Modena. «Abbiamo già seguito Vasco a Cagliari – assicura lei – ma poi non siamo poi stati a nessun altro suo concerto: arrivare dalla Sardegna comporta un costo notevole».
Costi che loro riconoscono di aver compiuto volentieri. Così come sono disposti ad attendere la sfida che li attende attraversato il Secchia. Dalla stazione dovranno percorrere circa due chilometri per raggiungere il parco Ferrari. Un elemento di cui si accorgono subito sono le transenne, visibili già da piazza Dante, il luogo che vedono per prima una volta usciti dalla stazione.
I controlli saranno più serrati attraversata la via Emilia centro e quindi la via Emilia ovest. Le misure di sicurezza sono stringenti, anche dopo i fatti di Torino durante Juventus-Real Madrid (finale di Champions League): dovranno essere pronti ad aprire gli zaini, a rinunciare a oggetti personali, a pazientare. Se ne accorgono presto quando vedono le centinaia e centinaia di persone che attendono ai tornelli prima di poter entrare.
Alle 20.06 sono ancora 10mila gli spettatori “assenti”, cioè quelli che attendono di varcare il cancello e assistere, da vicino o da lontano, all’esibizione dell’artista. La pazienza è una dote che devono affinare se attendono i bagni (le file sono lunghe) o se vogliono prendere una bottiglietta d’acqua. Sul web rimbalzano commenti sul fatto che si paga in token (oggetti in inglese), ottenibili con almeno 15 euro.
In molti vorrebbero capire se ciò ha “Un senso”, citando la canzone di Vasco, ma si preferisce non rinunciare all’acqua, considerati la calura modenese e il “calore umano” che si propaga. Pazienti sono i ciclisti partiti da Salvaterra per ascoltare Vasco. Avrebbero potuto restare in casa per guardare il concerto in televisione, ma esserci dal vivo è in effetti tutto un altro discorso.
GUARDA FOTO E VIDEOE COMMENTAwww.gazzettadireggio.it
«Io abito a Correggio – esclama una sostenitrice nella stazione di Reggio – e per me Vasco è meglio di Ligabue». Per la ragazza la canzone più bella del “re della serata” è “Dormi dormi”, successo del 1985. “Ogni volta”, ribadisce un’amica, tornando ancora più indietro nel tempo (1982). In centinaia attendono lungo i binari che le carrozze arrivino. Ingannano l’attesa intonando successi del Komandante: si sentono chiamati a raccolta e loro sono pronti a rispondere. Qualcuno canta “Albachiara” (successo del 1979), altri intonano “Una canzone per te” e “Vita spericolata” (entrambe del 1983), poi insieme si cimentano a trovare “Un senso” (hit del 2004), tra occhiali da sole e cappellini alla Vasco. La voce non sarà la stessa del Kom, ma la passione è innegabile.
«Devo ancora trovare qualcosa che non mi piace di Vasco», confessa un sostenitore con la maglia rossa e la scritta “Mi piaci tu”, titolo di una canzone scritta da Vasco nel 2008. «Non ci piace la sua età – aggiunge una fan – perché vuol dire che non farà ancora tanti concerti». «Questo però è il concerto, è l’evento», riprende a stretto giro un terzo seguace del Komandante. I tre, giunti a Modena, si accomoderanno nel Pit3 perché «noi quarantenni stiamo un po’ indietro: lasciamo spazio ai giovani».
«Abbiamo acquistato i biglietti sei giorni fa». Inutile chiedere loro se sia meglio Vasco Rossi o Ligabue. «Siamo qua in stazione a Reggio», commenta una fan, lasciando intendere che la scelta ricade sul cantante di Zocca e non sul rocker di Correggio. «È come scegliere tra una Ferrari e una Porsche – riprende un sostenitore del Blasco nazionale – si sceglie la Ferrari». «Io abito a Correggio – esclama una sostenitrice – e per me Vasco è meglio di Ligabue».
Alla stazione s’incontrano fasn giunti anche da Milano. «Ci ha spinto Vasco – confessa una donna – e anche tanti amici dalla Sardegna». Come pochi, infatti il cantante di Zocca unisce sostenitori da ogni parte d’Italia. Lo segue da quando ha otto anni e la sua canzone preferita è “Stupendo”, scritta nel 1993. “La nostra relazione”, datata 1978, è selezionata invece dall’accompagnatore. «Preferisco gli Iron Maiden, però la seguo», spiega l’uomo. La band britannica ha preso parte a un concerto (Rock in Rio) in cui le presenze sono state più alte di ieri, ma in fatto di artisti singoli il record del Modena Park resiste.Ed è mondiale. Una sostenitrice giunge da Verona con il velo nuziale. «Mi sposo il 15 settembre», anticipa, presentatasi con un vistoso papillon verde. Inutile chiederle quale sarà la colonna sonora della celebrazione: «Vasco», esclama quasi sorpresa dalla domanda, aggiungendo che non importa quale sarà il brano. «Può essere “Sally”, “Stupendo”, “Albachiara” – garantisce . Le è stato regalato il biglietto quale dono di nozze «perché qualsiasi canzone di Vasco mi va bene. Proverò a chiedergli stasera di venire a suonare al mio matrimonio (sorride ironica)».
A metà settembre il suo grande giorno, ma ieri lo è altrettanto per migliaia di reggiani (e tantissimi sostenitori da tutta Italia passati da Reggio). Una coppia è giunta a in città da Alghero, attraversando Bergamo, e attende di prendere il treno verso Modena. «Abbiamo già seguito Vasco a Cagliari – assicura lei – ma poi non siamo poi stati a nessun altro suo concerto: arrivare dalla Sardegna comporta un costo notevole».
Costi che loro riconoscono di aver compiuto volentieri. Così come sono disposti ad attendere la sfida che li attende attraversato il Secchia. Dalla stazione dovranno percorrere circa due chilometri per raggiungere il parco Ferrari. Un elemento di cui si accorgono subito sono le transenne, visibili già da piazza Dante, il luogo che vedono per prima una volta usciti dalla stazione.
I controlli saranno più serrati attraversata la via Emilia centro e quindi la via Emilia ovest. Le misure di sicurezza sono stringenti, anche dopo i fatti di Torino durante Juventus-Real Madrid (finale di Champions League): dovranno essere pronti ad aprire gli zaini, a rinunciare a oggetti personali, a pazientare. Se ne accorgono presto quando vedono le centinaia e centinaia di persone che attendono ai tornelli prima di poter entrare.
Alle 20.06 sono ancora 10mila gli spettatori “assenti”, cioè quelli che attendono di varcare il cancello e assistere, da vicino o da lontano, all’esibizione dell’artista. La pazienza è una dote che devono affinare se attendono i bagni (le file sono lunghe) o se vogliono prendere una bottiglietta d’acqua. Sul web rimbalzano commenti sul fatto che si paga in token (oggetti in inglese), ottenibili con almeno 15 euro.
In molti vorrebbero capire se ciò ha “Un senso”, citando la canzone di Vasco, ma si preferisce non rinunciare all’acqua, considerati la calura modenese e il “calore umano” che si propaga. Pazienti sono i ciclisti partiti da Salvaterra per ascoltare Vasco. Avrebbero potuto restare in casa per guardare il concerto in televisione, ma esserci dal vivo è in effetti tutto un altro discorso.
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