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Nella cordata per l’Arena pure i partner di Ligabue 

di Enrico Lorenzo Tidona
Nella cordata per l’Arena pure i partner di Ligabue 

Con l’offerta di Coopservice spunta Nial Nizzoli, che si occuperà della costruzione c’è poi il Consorzio Campovolo, società partecipata anche da Maioli e Salzano

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REGGIO EMILIA. Una mega coop in cima, qualche esponente della sinistra di rinforzo a lato e sotto una lunga sequenza di imprenditori, da Fabio Storchi di Comer Industries al manager di Ligabue Claudio Maioli fino a Ferdinando Salzano, organizzatore del mega concerto al Campovolo del rocker di Correggio. Mentre Vasco segna il passo a Modena con il concerto dei record, gli uomini che gravitano attorno al Liga mettono una seria ipoteca sul futuro musicale di Reggio e dell’Italia intera, visto la portata dell’Arena al Campovolo.

La struttura della cordata che ha presentato l’unica offerta per accaparrarsi il project financing da 6 milioni di euro è presto detta. Capofila è Coopservice, che si occuperò dei servizi per i mega concerti. Accanto c’è Nial Nizzoli, impresa di bonifiche che si occuperà della realizzazione dell’Arena. Un compito semplice visto che non si tratta di costruire un grattacielo, ma una struttura a basso impatto, con un dislivello e che necessiterà delle opere di urbanizzazione - a quanto pare - di una nuova fognatura. La terza gamba della cordata è formata dalla società consortile Campovolo srl, come anticipato da Reggiosera. Lì dentro si trovano alcune conferme e diverse sorprese. La consortile è affidata a Demos Salardi, ex capo della Cormo di San Martino e storico esponente della sinistra, già consigliere comunale nella fila dei Ds. Dentro il consorzio c’è la Arena Campovolo srl di Milano, società detenuta al 50% da Claudio Maioli e Ferdinando Salzano (tramite la Habitat srl sempre di Milano). Il primo è il volto più noto, manager di Ligabue e suo storico partner in affari. Il secondo è il boss della premiata ditta di concerti Friends&Partners, che tra i vari eventi ha curato anche Italia Loves Emilia del 2012 e il Campovolo del Liga del 2015, concerto-evento da 150mila spettatori.

La struttura dell’Arena dovrebbe essere ultimata entro giugno 2018 per dare il via ai concerti. Un progetto ambizioso, che trasformerà Reggio nella capitale dell’intrattenimento, e che prevede due concerti l’anno da 100mila persone ciascuno più altri quattro di minore portata ma sempre nell’ordine delle decine di migliaia.

Secondo molti il business è dietro l’angolo. La spesa preventivata di 6 milioni di euro nel project è ben controbilanciata da 18 anni di gestione, 17 anni visto che il primo se ne andrà per la costruzione. Due milioni, poi, li metterà la Regione. I 4 milioni rimanenti comportano un investimento di 220mila euro l’anno se spalmata per il periodo di gestione. Il grasso che cola starebbe nei 300mila potenziali biglietti da staccare ogni anno oltre a pasti, transfer, taxi, pernottamenti. C’è chi ipotizza un indotto totale da 10 milioni di euro, in buona parte gestito dai probabili vincitori della gara d’appalto, la cui offerta sarà valutata nel dettaglio da una commissione nei prossimi giorni. Altro grande affare saranno i parcheggi, oltre 5mila stalli da ricavare dalla rotonda di via dell’Aeronatica passando dalla pista Cimurri. Gli incassi andranno alla Società Aeroporto - in attesa del via libera dell’Enac - che incasserò poi un canone di 120mila euro l’anno dai gestori dell’Arena.

Intanto infuriano già le polemiche attorno al progetto targato Pd. «Arena Campovolo, guardi chi c’è nelle società e trovi i Pd & Partners - scrive Ivan Cantamessim capogruppo del Movimento 5 stelle - Si va dall’ex consigliere comunale e presidente della coop Cormo Demos Salardi, all’ex candidato Pd alle regionali Andrea Bonacini, per passare a Coopservice da sempre vicina al Pd e poi i Partners dai manager di Ligabue Maioli e il milanese Salzano che avevano aperto la pista nel 2012 con l’ex assessore Mimmo Spadoni e fido braccio destro di Delrio a Roma. Si continua poi con il “concertatore” Confindustriale Fabio Storchi e la onnipresente Kaiti Expansion. Sicuramente tutto lecito ma semplicemente… Pd & Partners .Dov’è il pubblico interesse? Una volta in qualche modo l’aiuto agli amici degli amici era celato e difficile da cogliere immediatamente. Ora nemmeno il pudore di fare gli accordicchi sotto banco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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