Prende a pugni la compagna incinta
Val d’Enza, 37enne accecato dalla gelosia denunciato per lesioni personali
2 MINUTI DI LETTURA
VAL D’ENZA. Al culmine di un litigio e accecato dalla gelosia, ha picchiato la compagna incinta, una 28enne residente in Val d’Enza, finita all’ospedale. L’ennesima vicenda di violenza di genere ha portato alla denuncia a piede libero di un 37enne reggiano, accusato del reato di lesioni personali dai carabinieri di San Polo d’Enza.
Ad accendere la miccia della brutalità è stato il sospetto, da parte dell’uomo, che la compagna potesse avere un’altra relazione. Non è dato sapere sulla base di quali elementi il 37enne avesse questa convinzione, o se la possessività sia un suo tratto distintivo. L’aggressione si è verificati l’altra mattina nell’abitazione della giovane, dove il 37enne si è recato per chiarire i sospetti che nutriva. Dalle parole l’uomo è presto passato alle mani: è arrivato a picchiare e pestare la compagna in stato di gravidanza a suon di schiaffi e pugni, per poi allontanarsi lasciandola a terra dolorante e terrorizzata.
I carabinieri sampolesi, allertati dopo pochi minuti dalla vittima, visto lo stato di gravidanza della donna, prima le hanno assicurato le cure mediche, portandola al pronto soccorso dell’ospedale, dove è stata medicata e giudicata guaribile con una prognosi di cinque giorni per escoriazioni multiple. Poi, con il referto a supporto e la denuncia formalizzata dalla ragazza, i militari hanno identificato il 37enne, che ora dovrà rispondere penalmente dell’accaduto.
In passato non risultano interventi per liti nella coppia, né denunce sporte dalla donna; tuttavia l’episodio suona come un campanello d’allarme per gli uomini del maresciallo Tondo, che hanno avviato accertamenti per verificare se l’episodio sia isolato (e quindi circoscritto al reato di lesioni personali) oppure se sia da inserire in un quadro più ampio che possa far ravvisare il reato di maltrattamenti in famiglia. (am.p.)
Ad accendere la miccia della brutalità è stato il sospetto, da parte dell’uomo, che la compagna potesse avere un’altra relazione. Non è dato sapere sulla base di quali elementi il 37enne avesse questa convinzione, o se la possessività sia un suo tratto distintivo. L’aggressione si è verificati l’altra mattina nell’abitazione della giovane, dove il 37enne si è recato per chiarire i sospetti che nutriva. Dalle parole l’uomo è presto passato alle mani: è arrivato a picchiare e pestare la compagna in stato di gravidanza a suon di schiaffi e pugni, per poi allontanarsi lasciandola a terra dolorante e terrorizzata.
I carabinieri sampolesi, allertati dopo pochi minuti dalla vittima, visto lo stato di gravidanza della donna, prima le hanno assicurato le cure mediche, portandola al pronto soccorso dell’ospedale, dove è stata medicata e giudicata guaribile con una prognosi di cinque giorni per escoriazioni multiple. Poi, con il referto a supporto e la denuncia formalizzata dalla ragazza, i militari hanno identificato il 37enne, che ora dovrà rispondere penalmente dell’accaduto.
In passato non risultano interventi per liti nella coppia, né denunce sporte dalla donna; tuttavia l’episodio suona come un campanello d’allarme per gli uomini del maresciallo Tondo, che hanno avviato accertamenti per verificare se l’episodio sia isolato (e quindi circoscritto al reato di lesioni personali) oppure se sia da inserire in un quadro più ampio che possa far ravvisare il reato di maltrattamenti in famiglia. (am.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
