Stenotipisti cambiati, Aemilia a rischio
di Tiziano Soresina
Gli attuali 4 addetti alle verbalizzazioni non accettano il contratto della nuova ditta: «Offerta economica inadeguata»
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REGGIO EMILIA. Da domani cambia anche in tribunale a Reggio il servizio di registrazione e trascrizione delle udienze, ma c’è il rischio che le cause penali e soprattutto il maxi processo Aemilia possano paralizzarsi. Una spada di Damocle non indifferente che è legata proprio al cambio del servizio: si passa infatti dal Consorzio Astrea (formato da 16 aziende che, storicamente, si sono sempre occupate di verbalizzazione giudiziaria) al Consorzio Ciclat (composto da un centinaio di associate che operano in svariati campi, dalle pulizie alla vigilanza, dall’ambiente alla logistica, con ora la sfida sull’attività giudiziaria).
Ad appannaggio del Consorzio Ciclat il servizio sul territorio nazionale con un prezzo di aggiudicazione di 54 milioni di euro, ma da quel momento sono iniziate le difficoltà perché a Reggio – come in tanti altri palazzi di giustizia italiani – gli attuali stenotipisti e fonici hanno rifiutato la proposta di assunzione, ritenendo economicamente inadeguato l’inquadramento contrattuale (quello “multiservizi e pulizie”) messo sul piatto dal nuovo datore di lavoro. Relativamente al nostro tribunale, vi lavorano quattro figure professionali (tre stenotipisti e un fonico) ma che hanno detto no all’offerta di Ciclat: si tratta di personale a dir poco già formato (c’è chi opera nelle aule reggiane da più vent’anni) e nel caso di Aemilia è stata sin qui assicurata una particolare esperienza e velocità di consegna dei verbali (se n’è occupato uno stenotipista che ha affrontato in passato un procedimento complesso come Parmalat e ha garantito la consegna delle verbalizzazioni delle udienze in 3-4 giorni).
«Ci hanno offerto un contratto peggiorativo – dicono gli addetti reggiani – ma le professionalità vanno riconosciute e remunerate in modo adeguato». E adesso cosa succederà? Di sicuro in questi giorni la Ciclat ha iniziato a cercare personale, però c’è il dubbio che i neo assunti possano non conoscere i sistemi di registrazione delle udienze. Le strumentazioni in dotazione al tribunale di Reggio sono state visionate? Un punto interrogativo non piccolo perché al di là delle due normali udienze penali in calendario domani, già martedì vi sarà ad Aemilia un banco di prova non indifferente, visto che verranno sentiti in videoconferenza delle figure considerate dall’accusa di primo piano all’interno della cosca, con relative verbalizzazioni a dir poco delicate.
Un rischio-paralisi dei processi che si va ad aggiungere alla situazione sempre fluida dei magistrati non togati (giudici di pace, giudici e vice procuratori onorari) che si sentono a dir poco penalizzati dalla riforma che li riguarda, ma che non trovano sbocchi nonostante abbiano al loro fianco Armando Spataro (procuratore di Torino) e l’intero tribunale di Milano. A Reggio sono 26 i magistrati onorari coinvolti e il loro recente sciopero ha portato disagi in vari settori. Tempi cupi per la giustizia.
Ad appannaggio del Consorzio Ciclat il servizio sul territorio nazionale con un prezzo di aggiudicazione di 54 milioni di euro, ma da quel momento sono iniziate le difficoltà perché a Reggio – come in tanti altri palazzi di giustizia italiani – gli attuali stenotipisti e fonici hanno rifiutato la proposta di assunzione, ritenendo economicamente inadeguato l’inquadramento contrattuale (quello “multiservizi e pulizie”) messo sul piatto dal nuovo datore di lavoro. Relativamente al nostro tribunale, vi lavorano quattro figure professionali (tre stenotipisti e un fonico) ma che hanno detto no all’offerta di Ciclat: si tratta di personale a dir poco già formato (c’è chi opera nelle aule reggiane da più vent’anni) e nel caso di Aemilia è stata sin qui assicurata una particolare esperienza e velocità di consegna dei verbali (se n’è occupato uno stenotipista che ha affrontato in passato un procedimento complesso come Parmalat e ha garantito la consegna delle verbalizzazioni delle udienze in 3-4 giorni).
«Ci hanno offerto un contratto peggiorativo – dicono gli addetti reggiani – ma le professionalità vanno riconosciute e remunerate in modo adeguato». E adesso cosa succederà? Di sicuro in questi giorni la Ciclat ha iniziato a cercare personale, però c’è il dubbio che i neo assunti possano non conoscere i sistemi di registrazione delle udienze. Le strumentazioni in dotazione al tribunale di Reggio sono state visionate? Un punto interrogativo non piccolo perché al di là delle due normali udienze penali in calendario domani, già martedì vi sarà ad Aemilia un banco di prova non indifferente, visto che verranno sentiti in videoconferenza delle figure considerate dall’accusa di primo piano all’interno della cosca, con relative verbalizzazioni a dir poco delicate.
Un rischio-paralisi dei processi che si va ad aggiungere alla situazione sempre fluida dei magistrati non togati (giudici di pace, giudici e vice procuratori onorari) che si sentono a dir poco penalizzati dalla riforma che li riguarda, ma che non trovano sbocchi nonostante abbiano al loro fianco Armando Spataro (procuratore di Torino) e l’intero tribunale di Milano. A Reggio sono 26 i magistrati onorari coinvolti e il loro recente sciopero ha portato disagi in vari settori. Tempi cupi per la giustizia.
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