«Doppie firme, caso di ingiustizia»
Elezioni amministrative di Reggio Emilia del 2014: polemica sugli oltre 300 reggiani coinvolti. Fantuzzi: «Molte sigle false: sono vittime»
REGGIO EMILIA. Infuria la polemica tra i cittadini che stanno cercando di tenere pulita la propria fedina penale dopo l’arrivo di oltre 380 decreti di condanna inviati dalla procura ai “titolari” delle doppie firme scovate sulle liste elettorali del 2014. Un’indagine affidata al sostituto procuratore Giulia Stignani dopo una segnalazione da parte del comune di Reggio Comune relativa a irregolarità nella raccolta delle firme per le elezioni amministrative del 2014. Doppie firme che attraversano diverse liste e che hanno portato all’emissione di centinaia di decreti penali di condanna. Ogni decreto prevede una sanzione pecuniaria di 200 euro o, come stanno facendo in molti convinti di non avere alcuna colpa, l’opposizione al decreto. Uno degli ultimi casi tra i tanti che spuntano di giorno in giorno, riguardano un imprenditore difeso dall’avvocato reggiano Stefano Ferri. ù
«Non vuole che faccia il suo nome ma è si tratta di una persona seria e stimatissima, incensurata, che si vede arrivare un decreto penale di condanna per un fatto che non ha commesso. È quantomeno adirato - racconta l’avvocato - Noi stiamo predisponendo l’opposizione ma ricordo che le spese legali vanno pagate e, pur confermando l’autonomia della procura, non credo però che tutti i reggiani che hanno ricevuto il decreto possano pagare agevolmente la parcella per ripristinare la verità e la loro dignità». La faccenda è assai intricata e dotata di una grande eco vista la platea di persone coinvolte. Nel caso dell’imprenditore (sul quale è stato fatto valere l’articolo 93 del Drp 16 maggio 1960, n.570) viene contestato che alle elezioni amministrative del 25 maggio 2014 per il rinnovo degli organi elettivi del Comune, avrebbe sottoscritto due dichiarazioni di presentazione di candidatura nelle liste elettorali “Diritti e Libertà Centro Democratico” e “Italia dei Valori”. «Il mio assistito non ricorda tale fatto e comunque, conoscendo la normativa, al massimo ne avrebbe sottoscritto una perché dell’altra era assai critico» taglia corto Ferri.
Il dubbio per molti è che a qualche possibile distrazioni si aggiungano firme false (leggi in alto). A suonare la carica contro le doppie firme è Francesco Fantuzzi di Reggio Città Aperta. «Avete tra voi la 382° vittima – scrive su Facebook rivolgendosi agli altri cittadini colpiti dal decreto penale – Si tratta di un reato eufemisticamente discutibile, con pesanti conseguenze e costi e per di più comminato senza nemmeno informarvi preventivamente dell'indagine in corso, vi sono due aspetti che rendono la questione ancor più indigeribile: i non rari casi in cui la condanna è ingiusta in quanto riferita a sottoscrizioni da voi non effettuate (in altre parole firme false) e le reticenze, di cui nessuno si è occupato, della Commissione elettorale che ha gestito le operazioni». Per questo invita tutti a scrivere al segretario della commissione, Alberto Bevilacqua. Un invito rivolto ai «381 cittadine e cittadini onesti che hanno pagato un prezzo altissimo a una legge incomprensibile o, in diversi casi, ai maneggi di qualche partito. Scrivete per conoscere la verità». E a Bevilacqua chiede: «Perché non intende fornire i verbali da cui si potrebbe evincere il motivo per cui gli atti fino al 2014 non sono stati trasmessi alla Procura?».
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