Il rientro notturno dei fan di Reggio «Distrutti ma felici»
Al parco Ferrari in migliaia dalla nostra città in treno e bici Alice Isola, il biglietto numero 1: «Lo rifaremmo pure oggi»
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REGGIO EMILIA. «Modena Park è stato un concerto impressionante: lo seguiremmo di nuovo anche oggi». Alice Isola s’è presentata ai tornelli del parco Ferrari per seguire Vasco Rossi con il biglietto numero uno. Mica male per una reggiana doc che nel suo bar serve caffè a Luciano Ligabue. L’emozione del maxi-evento la condivide con 15 amici stretti e altri 220mila circa: il popolo del Blasco.
Il gruppo più piccolo parte alle 14 di sabato dalla stazione dei treni di Reggio, diretti a Modena. Qualche reggiano parte in bici. Il timore di rimanere “congestionati”, arrivati ai piedi della Ghirlandina, svanisce presto. «Non dobbiamo avere paura», esclama dal palco il re della serata e loro non hanno paura.
Superano i controlli e trovano posto nel pit 1, vicino al palco quanto basta per vedere il loro cantante preferito... dopo aver aspettato qualche ora. Non ne fanno un dramma: prendono il sole, mangiano, ne approfittano per parlare di tanti argomenti, tra cui non può mancare il rocker di Zocca che li ha convogliati in quel luogo, in quel momento. «Vedere dal vivo 220mila persone è impressionante – confessa Alice – ma è bellissima anche l’unione tra noi fan».
Stanno vicini per un affetto che li lega; tuttavia, se potesse, qualcuno starebbe anche più largo. «Era impossibile muoversi – riprende la barista reggiana – anche arrivare ai servizi era improponibile». Il calore umano è accompagnato dal sole caldo che spesso rende la Pianura Padana una landa umida. All’ingresso investono almeno 15 euro per ottenere i token, preziosi gettoni per avere beni di consumo tra cui bottigliette d’acqua. Prima delle 21, quando iniziai il concerto, le risorse idriche sono già esaurite, ma poco importa: Vasco è pronto a salire sul palco.
«Era emozionato, carico e contento – riconosce Alice – ma in generale era bellissima tutta l’atmosfera. Un’emozione unica, come ogni concerto di Vasco». Dal vivo la sua voce si sente meglio che in televisione e, anche se fossero più lontani, sentirebbero bene tutte le canzoni, da Colpa d’Alfredo ad Albachiara. A oltre tre chilometri dall’area verde, infatti, le note si possono apprezzare con nitidezza. Gli appassionati, più che sentire le canzoni, «le vivono», come conferma la reggiana. Alice riconosce come sia bello che «Vasco guarda molto negli occhi i suoi fan» e non esita a nascondere anche le fragilità umane. Non è un caso che Anima fragile sia la canzone preferita dalla donna. Gli istanti trascorrono carichi di adrenalina in un crescendo che li conduce all’ultimo brano, quando il successo del 1979 torna più attuale che mai con i giochi pirotecnici.
«Siamo stati più attratti dai fuochi – ribadisce Alice – e non siamo riusciti a vedere Vasco andare via». In elicottero era arrivato e così se ne va, lasciando una carica magica nel cuore dei partecipanti. Nel gruppo nessuno canta per la tanta stanchezza e la tensione del rientro. Raggiungono la stazione modenese e devono attendere l’arrivo del treno. C’è meno assembramento rispetto a chi deve andare verso Bologna, ma spinte e grida non mancano. Alla fine, il treno arriva. «Abbiamo dormito, poi alle 3.30 eravamo già a casa», spiega Alice. Un altro concerto di Vasco? «Anche subito». (g.f.)
Il gruppo più piccolo parte alle 14 di sabato dalla stazione dei treni di Reggio, diretti a Modena. Qualche reggiano parte in bici. Il timore di rimanere “congestionati”, arrivati ai piedi della Ghirlandina, svanisce presto. «Non dobbiamo avere paura», esclama dal palco il re della serata e loro non hanno paura.
Superano i controlli e trovano posto nel pit 1, vicino al palco quanto basta per vedere il loro cantante preferito... dopo aver aspettato qualche ora. Non ne fanno un dramma: prendono il sole, mangiano, ne approfittano per parlare di tanti argomenti, tra cui non può mancare il rocker di Zocca che li ha convogliati in quel luogo, in quel momento. «Vedere dal vivo 220mila persone è impressionante – confessa Alice – ma è bellissima anche l’unione tra noi fan».
Stanno vicini per un affetto che li lega; tuttavia, se potesse, qualcuno starebbe anche più largo. «Era impossibile muoversi – riprende la barista reggiana – anche arrivare ai servizi era improponibile». Il calore umano è accompagnato dal sole caldo che spesso rende la Pianura Padana una landa umida. All’ingresso investono almeno 15 euro per ottenere i token, preziosi gettoni per avere beni di consumo tra cui bottigliette d’acqua. Prima delle 21, quando iniziai il concerto, le risorse idriche sono già esaurite, ma poco importa: Vasco è pronto a salire sul palco.
«Era emozionato, carico e contento – riconosce Alice – ma in generale era bellissima tutta l’atmosfera. Un’emozione unica, come ogni concerto di Vasco». Dal vivo la sua voce si sente meglio che in televisione e, anche se fossero più lontani, sentirebbero bene tutte le canzoni, da Colpa d’Alfredo ad Albachiara. A oltre tre chilometri dall’area verde, infatti, le note si possono apprezzare con nitidezza. Gli appassionati, più che sentire le canzoni, «le vivono», come conferma la reggiana. Alice riconosce come sia bello che «Vasco guarda molto negli occhi i suoi fan» e non esita a nascondere anche le fragilità umane. Non è un caso che Anima fragile sia la canzone preferita dalla donna. Gli istanti trascorrono carichi di adrenalina in un crescendo che li conduce all’ultimo brano, quando il successo del 1979 torna più attuale che mai con i giochi pirotecnici.
«Siamo stati più attratti dai fuochi – ribadisce Alice – e non siamo riusciti a vedere Vasco andare via». In elicottero era arrivato e così se ne va, lasciando una carica magica nel cuore dei partecipanti. Nel gruppo nessuno canta per la tanta stanchezza e la tensione del rientro. Raggiungono la stazione modenese e devono attendere l’arrivo del treno. C’è meno assembramento rispetto a chi deve andare verso Bologna, ma spinte e grida non mancano. Alla fine, il treno arriva. «Abbiamo dormito, poi alle 3.30 eravamo già a casa», spiega Alice. Un altro concerto di Vasco? «Anche subito». (g.f.)
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