Reggio Emilia, caos rifiuti: «Costretti a pulire i bidoni»
La denuncia di un’abitante di via Volturno: «Troppi gesti di inciviltà, c’è bisogno di un servizio di raccolta più efficiente»
REGGIO EMILIA . “Per civiltà cittadina: si prega di gettare i sacchetti negli appositi cassonetti onde evitare sporcizia e disagi: grazie”. Su un contenitore per la raccolta differenziata di via Volturno si legge questo cartello.
A scriverlo è Elisa Zironi, residente stanca della situazione che riguardano la raccolta nella zona. «Esasperata sabato scorso sono corsa personalmente ai ripari – racconta la donna – ho deciso di intervenire direttamente, armata di pazienza, detersivo, disinfettanti e ho pulito la zona. Mi sono occupata anche di togliere le sterpaglie ai lati della strada che erano ormai diventati alberi. Alla fine, ho anche lasciato un cartello per invitare i cittadini a collaborare in maniera positiva lasciando pulito».
Ecco uno dei punti nevralgici, emerso centinaia di volte da quando il sistema di raccolta è cambiato: i corretti comportamenti da par te di tutti. Non è un caso che Gianluca Paglia, responsabile dell’area Raccolta e Territorio Emilia di Iren, abbia precisato poco più di un mese fa che i cattivi comportamenti costano alla multiutility circa 36mila euro all’anno. Il ragionamento è circolare. Se una persona vede un cassonetto (supponiamo della plastica) e decide di lasciare lo stesso il sacchetto in cima può contribuire a un rallentamento non indifferente negli ingranaggi della raccolta.
Il meccanismo, infatti, ora è automatizzato. I conducenti di mezzi non devono scendere da bordo: si avvicinano ai cassonetti, li svuotano con una pinza metallica e poi li rimettono a posto. Se vi sono sacchetti o altro abbandonati sopra, è probabile che finiscano a terra. Per l’autista ecco il dilemma: segnalare in sede che in quella strada occorre un intervento extra, ovviamente non gratis, come da manuale, oppure scendere e raccogliere manualmente, rischiando in tal modo la multa da parte dell’azienda?
La stessa Iren, tuttavia, sta man mano implementando un sistema in cui i cassonetti preesistenti stanno diventando spesso insufficienti dopo l’introduzione del porta a porta. Da un lato ciò può apparire un aspetto positivo, in quanto la qualità della raccolta, come specificano da Iren, sta migliorando; dall’altro, tuttavia, occorre un pizzico in più di pazienza. È necessario far presente alla ditta che nella determinata via sarebbe necessario un contenitore in più per la raccolta differenziata, proseguendo l’esempio di prima.
Tutto ciò determina nuove risorse da investire e ulteriori tempi di attesa. A volte, la pazienza può non bastare. «Ho segnalato a Iren diverse volte la situazione – riprende Elisa – sia attraverso telefonate che mail, ma nulla è mai cambiato».
La residente in via Volturno rimarca che è un problema diffuso a Gattaglio e invita ogni soggetto coinvolto a svolgere la propria parte.
«Le condizioni dei raccoglitori sono indecorose – esclama la donna – i cassonetti non vengono mai spostati e nei dintorni e sotto si è accumulato di tutto: sono stati avvistati anche alcuni ratti. Alcuni cittadini hanno preso la strada come discarica e quasi quotidianamente si possono trovare armadi divani mobili ed elettrodomestici di ogni genere e tipo: uno schifo». (g.f.)
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