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un mese a testa, da meta’ luglio a metà ottobre 

Chiusi in estate i reparti ostetricia di Sant’Anna, Franchini e Magati

Chiusi in estate i reparti ostetricia di Sant’Anna, Franchini e Magati

CASTELNOVO MONTI. Se le partorienti di Castelnovo Monti temono la chiusura del punto nascita del Sant’Anna, quest’estate anche le altre partorienti della provincia reggiana dovranno adattarsi e far...

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CASTELNOVO MONTI. Se le partorienti di Castelnovo Monti temono la chiusura del punto nascita del Sant’Anna, quest’estate anche le altre partorienti della provincia reggiana dovranno adattarsi e far buon viso a cattivo gioco. All’allarme per il punto nascita castelnovese, da tempo in bilico per il numero troppo esiguo di parti nonostante la strenua difesa di comitati e amministratori, si aggiunge ora l’emergenza estiva – definita «contingente» ma di certo senza precedenti nella storia sanitaria reggiana – della carenza di personale.

L’Ausl annuncia la chiusura a rotazione, per un mese, dei punti nascita di Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti: in sequenza e scaglionati, prima Montecchio e per ultimo Castelnovo Monti. I particolari saranno approfonditi oggi dai dirigenti Ausl, ma intanto chi aveva intenzione di partorire a Montecchio nel periodo dal 16 luglio al 15 agosto dovrà trovarsi un altro ospedale.

«Le direzioni dell’Azienda Usl e ospedaliera Santa Maria Nuova – afferma l’Ausl – hanno ricevuto il 21 giugno scorso un documento da parte del Dipartimento e del Programma materno infantili interaziendali, sottoscritto all’unanimità da tutti i professionisti direttori e responsabili delle unità operative afferenti, che evidenziava una situazione di criticità venutasi a creare per il periodo estivo nella rete perinatale della provincia di Reggio Emilia, sia nell’arcispedale sia nelle sedi provinciali». Secondo l’Ausl «una serie di eventi imprevisti ha di fatto reso più critica una situazione già difficile per i noti problemi strutturali, che sono da tempo all’attenzione delle Aziende sanitarie e della Regione. Nello stesso documento i professionisti hanno presentato una proposta con diverse opzioni per affrontare la criticità contingente».

La direzione Ausl ha deciso, dopo un confronto con la Regione, «la chiusura temporanea in sequenza per un mese dei punti nascita degli ospedali di Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti». Con il seguente calendario: «punto nascita dell’ospedale di Montecchio dal 16 luglio al 15 agosto compreso; punto nascita dell’ospedale di Scandiano dal 16 agosto al 15 settembre compreso; punto nascita dell’ospedale di Castelnovo Monti dal 16 settembre al 15 ottobre».

Si è deciso di iniziare con il Franchini di Montecchio, per alcune ragioni che l’Ausl motiva così: «La carenza di organico di medici ginecologi, aggravata dall’assenza del direttore, purtroppo recentemente deceduto, del vicedirettore e di un medico esperto in uro-ginecologia in lunga assenza per problemi famigliari e di un altro medico in lunga assenza per gravidanza; la carenza di pediatri, che attualmente sono rimasti solo in due nonostante i ripetuti e infruttuosi tentativi di reclutamento attraverso bandi concorsuali; una maggiore recettività in entrata da parte dell’Arcispedale Santa Maria Nuova per riduzione in estate dell’attività ginecologica programmata; il piano di trasferimenti in ambito logistico per l’apertura della nuova ala dell’ospedale di Montecchio che consentirà di effettuare parziali lavori di riqualificazione alberghiera durante il periodo di chiusura». Se l’ampliamento del Franchini era noto, la “strage” di ginecologi e pediatri un po’ meno.

La direzione sanitaria sottolinea che le future mamme saranno accompagnate nel percorso alternativo e interpellate una per una. «Il personale ostetrico dell’ospedale di Montecchio proporrà alle donne in gravidanza del distretto, nel rispetto della libertà di scelta dell’ospedale in cui partorire, un percorso di accompagnamento, proponendo come alternative gli ospedali di Guastalla e Reggio Emilia». Più probabile, per questione di comodità e vicinanza, che le donne della Val d’Enza preferiscano Parma.

«Alle donne interessate sarà proposta una visita al reparto dell’ospedale scelto, con accompagnamento da parte di ostetriche. Una volta scelta la struttura, la donna verrà presa in carico e tutta la documentazione sanitaria relativa alla gravidanza sarà consegnata – prosegue l’Ausl –. All’ospedale di Montecchio, come negli altri ospedali durante il periodo di chiusura del punto nascita, proseguirà comunque l’attività ambulatoriale e consultoriale di monitoraggio delle gravidanze, degli ambulatori delle gravidanze a termine, ambulatori ecografici, visite».

Per evitare allarmismi, l’Ausl ricorda che «l’ospedale di Montecchio è ampiamente al di sopra dello standard dei 500 parti/anno, presenta un trend stabile di nascite rispetto al 2016 e non è mai stato inserito nell’elenco degli ospedali soggetti a piani di riorganizzazione regionale». Quindi nessun rischio chiusura, a differenza del Sant’Anna, dove il mese di “chiuso per ferie” è stato posticipato a dopo il periodo turistico, ma dove incombe l’incognita delle decisioni sull’ostetricia montana che potrebbe intervenire da qui ad ottobre.

«Con le stesse modalità – conclude l’Ausl – alle donne in gravidanza di Scandiano verranno proposti gli ospedali di Sassuolo e Reggio Emilia e alle donne di Castelnovo Monti quello di Reggio Emilia». (am.p.)

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