sant’ilario
«Il galà ci è costato ottomila euro»
L’opposizione Lavorare per Sant’Ilario fa i conti in tasca alla giunta
2 MINUTI DI LETTURA
SANT’ILARIO. «Il gran galà della moda è costato al nostro Comune ben ottomila euro, di cui 1.700 ad un’agenzia pubblicitaria che si è occupata della campagna promozionale (social, realizzazione inviti web, ufficio stampa e conduzione della serata) e 3.300 euro per noleggio del palco con audio e luci e assistenza. Bella spesa, non c'è che dire, che fa pendant con i cinquemila euro dati all’agenzia che ha permesso la fermata del Cirque du Bidon a Sant’Ilario nell’agosto dell’anno scorso».
Il capogruppo dell’opposizione “Lavorare per Sant’Ilario” Enrico Maccieri fa i conti in tasca alla giunta guidata da Marcello Moretti.
Sotto accusa, da parte della minoranza, il gran galà giunto alla terza edizione, che si è svolto l’8 giugno scorso: una cena e una sfilata di moda sotto le stelle, facente parte del calendario estivo e organizzato dal Comune in collaborazione con i commercianti dell’Ati “Meglio Sant’Ilario”.
L’opposizione ha fatto le pulci alla determinazione dell’assessorato attività produttive. Poiché l’appuntamento è cresciuto nel tempo, ha scritto l’amministrazione, si è resa necessario una «organizzazione più strutturata», con «assistenza tecnica e impiantistica in loco durante l’evento», compreso un presentatore. Il Comune ha individuato una serie di ditte (quasi tutte parmensi, tranne la tipografia e un atelier del paese) che hanno proposto preventivi ragionevoli, inserendo nel bilancio «167 per la tipografia e 7.867 euro per promozioni economico-culturali». Troppo, secondo “Lavorare per Sant’Ilario”. (am.p.)
Il capogruppo dell’opposizione “Lavorare per Sant’Ilario” Enrico Maccieri fa i conti in tasca alla giunta guidata da Marcello Moretti.
Sotto accusa, da parte della minoranza, il gran galà giunto alla terza edizione, che si è svolto l’8 giugno scorso: una cena e una sfilata di moda sotto le stelle, facente parte del calendario estivo e organizzato dal Comune in collaborazione con i commercianti dell’Ati “Meglio Sant’Ilario”.
L’opposizione ha fatto le pulci alla determinazione dell’assessorato attività produttive. Poiché l’appuntamento è cresciuto nel tempo, ha scritto l’amministrazione, si è resa necessario una «organizzazione più strutturata», con «assistenza tecnica e impiantistica in loco durante l’evento», compreso un presentatore. Il Comune ha individuato una serie di ditte (quasi tutte parmensi, tranne la tipografia e un atelier del paese) che hanno proposto preventivi ragionevoli, inserendo nel bilancio «167 per la tipografia e 7.867 euro per promozioni economico-culturali». Troppo, secondo “Lavorare per Sant’Ilario”. (am.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google