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Nuovo sciopero dei giudici di pace

Nuovo sciopero dei giudici di pace

A Reggio ha aderito il 90% dei magistrati non togati. Al lavoro i nuovi stenotipisti 

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REGGIO EMILIA. Il momento-no della giustizia s’abbatte inevitabilmente anche sul nostro tribunale.
Ieri è ripartita la protesta dei giudici di pace – otto quelli operativi a Reggio – e l’astensione dalle udienze è sempre contro la riforma della magistratura onoraria.
 
Il nuovo sciopero di tre settimane (l’attività giudiziaria riprenderà a regime il 24 luglio) arriva dopo quelli di marzo (una settimana) e maggio (quattro settimane) e a Reggio lo stato di agitazione coivolge il 90% dei giudici di pace e viene assicurata – come prevede il codice di autoregolazione – una sola udienza alla settimana. Disagio pianificato a livello nazionale per cercare di bloccare il decreto legislativo di attuazione della legge di riforma della giustizia onoraria che venerdì tornerà in Consiglio dei ministri per il varo definitivo.
 
Come spiegano le organizzazioni di categoria (definiscono la riforma «umiliante» e destinata a «rottamare la giustizia in Italia») la mobilitazione è totale, e riguarda la mancata tutela previdenziale e sociale (maternità, salute, assicurazione obbligatoria per infortuni sul lavoro, Tfr, pensione), ma non solo. In particolare, in vista dell’ampliamento delle competenze, occorre un cambio di rotta sulla previsione «dell'utilizzo della magistratura onoraria e di pace per non più di uno o due giorni alla settimana a parità di dotazioni organiche, con un irrisorio compenso da pensione sociale». Un assetto organizzativo penalizzante, che rischia di provocare, a regime, «un allungamento considerevole della durata dei procedimenti civili e penali».
 
Stato di agitazione che a Reggio – come in tutta Italia – ha mobilitato in giugno anche gli altri magistrati non togati (sono 18 fra giudici e vice procuratori onorari) da tempo inseriti nell’attività giudiziaria reggiana. Infine ieri al palazzo di giustizia è partito – non senza preoccupazioni – il servizio di registrazione e trascrizione delle udienze ora affidato al Consorzio Ciclat. In campo due fonici ed uno stenotipista: «Per fortuna a Reggio non vi sono stati i sabotaggi riscontrati in altri tribunali – dice Bruno Baioni di Ciclat – e siamo entrati in funzione. Intendiamo prestare attenzione particolare alle verbalizzazioni connesse con il maxi processo Aemilia».<QM>(t.s.)

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