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Firme false, accertatori sentiti in procura 

Firme false, accertatori sentiti in procura 

Indagati per falso nell’inchiesta sulle doppie sottoscrizioni alle amministrative 2014. Coinvolti anche consiglieri comunali

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REGGIO EMILIA. Alcuni accertatori sono già stati interrogati, e altri lo saranno ancora nei prossimi giorni, dalla procura reggiana. È quanto trapela dagli ambienti investigativi che stanno scavando nel caso delle firme false depositate durante le scorse amministrative. Anche se non si sanno ancora i nomi delle persone interrogate. Sono quindi tutt’altro che ultimati gli accertamenti di quella tranche investigativa figlia dell’inchiesta sulle irregolarità nella raccolta firme a sostegno delle liste, durante le votazioni comunali a Reggio nel 2014.

Se nel filone principale, con circa quattrocento decreti penali emessi dal pm Giulia Stignani, viene contestata la violazione di un articolo di legge elettorale (il 93 del Dpr del 1960), c’è ora la tranche che riguarda gli accertatori, indagati con l’accusa di falso. Fra questi, una decina, anche consiglieri comunali, che avevano il compito di vigilare proprio su quelle liste dove sono comparse delle firme poi non riconosciute come proprie dai cittadini. Nel frattempo, la politica reggiana in Sala Tricolore resta sbigottita dinnanzi alla notizia degli interrogatori. E giura di non saperne nulla. «Non ho avuto notizia da parte di nessuno dei miei consiglieri comunali – spiega Andrea Capelli, capogruppo Pd in consiglio – che io sappia non è stato sentito nessuno del Partito Democratico. Ma in realtà ce le aspettavamo tutti queste convocazioni sono praticamente un atto dovuto. Se non altro per sentire dalla bocca degli stessi accertatori come sono andate le cose. E con oltre 380 decreti di condanna penali credo proprio ce ne saranno ancora di convocazioni del genere».

Anche la Lega Nord, tramite il capogruppo in Sala Tricolore Gianluca Vinci, spiega che nessuno dei suoi è stato sentito: «No non ne so assolutamente nulla – racconta il leghista – nessuno dei nostri è stato convocato». Così come, secondo il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Pagliani, nessun forzista è stato chiamato in questi giorni a rispondere alle domande. Nemmeno Lucia Lusenti, unica rappresentante di Sinistra Italiana in consiglio, ha ricevuto convocazione: «All’epoca non ero nemmeno accertatrice. La vicenda delle firme false è molto grave e spero si accertino i responsabili in modo che non si possa più ripetere alla prossima tornata elettorale».

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