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«Il Franchini riaprirà» 

«Il Franchini riaprirà» 

Val d’Enza, i sindaci rassicurano: «Vigileremo sugli impegni»

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MONTECCHIO. «Già a maggio io e la giunta avevamo fatto presente all’Ausl la grave situazione di carenza di organico». Paolo Colli, sindaco di Montecchio, paese in cui sabato scorso si è svolta anche una commissione in municipio sul tema del “Franchini”, conferma che il quadro era notorio ben prima dell’emergenza estiva.

Ieri i sindaci della Val d’Enza – Luca Bolondi di Canossa, Mirca Carletti di San Polo d’Enza, Andrea Carletti di Bibbiano, Paolo Burani di Cavriago, Marcello Moretti di Sant’Ilario e lo stesso Colli (mancano Campegine e Gattatico) –, consapevoli di camminare sulle uova, si sono affidati ad un comunicato ufficiale, rassicurando e promettendo che vigileranno sulla riapertura del Franchini.

«La decisione della sospensione per un mese è stata assunta dalla direzione dell’azienda unica Ausl di Reggio di concerto con la Regione, cui spetta la programmazione dei servizi sanitari. Siamo consapevoli della situazione contingente di carenza di organico dovuta al susseguirsi di eventi non prevedibili». Una situazione «temporanea», poiché il Franchini «è l’unico presidio ospedaliero provinciale che registra un trend di incremento delle nascite: 327 dall’inizio dell’anno». Circa 600 in un anno: basteranno? Secondo i sindaci sì. «Dati che si commentano da soli e che pongono l’ospedale di Montecchio in una situazione di forte attrattività anche verso il confinante territorio di Parma». I lavori di riqualificazione, in via di conclusione, «consegneranno una struttura-gioiello» e gli amministratori «continueranno a presidiare attivamente il pieno rispetto degli impegni assunti dall’Ausl». (am.p.)

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