via bentivoglio
Palazzo a rischio crollo Interviene il tribunale
REGGIO EMILIA. A decidere chi dovrà pagare fra i condomini del palazzo in via Bentivoglio, e quanto, sarà un amministratore nominato ad hoc dal tribunale di Reggio Emilia. È quanto trapela due giorni...
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REGGIO EMILIA. A decidere chi dovrà pagare fra i condomini del palazzo in via Bentivoglio, e quanto, sarà un amministratore nominato ad hoc dal tribunale di Reggio Emilia. È quanto trapela due giorni dopo la scoperta che quel caseggiato, che comprende il civico 3, il 5 e il 7, sarebbe potuto crollare da un momento all’altro a causa del cedimento di una trave portante nel tetto.
I lavori per ristrutturare il palazzo attualmente inagibile, di proprietà interamente privata, dovranno infatti essere pagati dagli inquilini. Molti diretti proprietari dei muri, altri semplici affittuari. L’intervento necessario per togliere i cartelli di pericolo di crollo sono però profondi e molto dispendiosi. E tra i proprietari c’è chi sta ancora pagando il mutuo e chi invece non può contare su grandi bilanci.
Per questo sembrerebbe che siano nate delle controversie, dei piccoli dissidi fra i condomini, circa chi debba effettivamente sobbarcarsi la spesa dei lavori e in che misura. Controversie che, vista anche la gravità del danno e l’impatto sociale causato dall’evacuazione, saranno ora risolte da un amministratore nominato d’ufficio dal tribunale. Attualmente quasi tutti i nuclei familiari che vivono in quei civici di via Bentivoglio sono stati in grado di trovare soluzioni alternative.
Alcuni si sono fatti ospitare dai parenti, altri da alcuni amici, i richiedenti asilo accolti dalla Dimora d’Abramo sono stati collocati in un altro appartamento.
Solo due famiglie su una trentina di persone non sono state capaci di procurarsi un alloggio e al momento sono ospitate in strutture alberghiere a carico del Comune di Reggio Emilia. Qualche vicino, però, giura che la sera degli inquilini vanno a dormirci lo stesso, nonostante i sigilli e il rischio per la propria vita.
La scoperta che la palazzina sarebbe potuta venire giù da un momento all’altro risale a domenica scorsa quando dei residenti si sono insospettiti per delle infiltrazioni di acqua. Scoperta in modo del tutto fortuita la trave spezzata, sono stati immediatamente chiamati i vigili del fuoco che hanno controllato il tetto e lo stabile e hanno deciso che l’immobile di via Bentivoglio non era più agibile.
Oltre alla grossa trave spezzata, infatti, l’intero edificio è parso agli occhi degli uomini del 115 in una grave situazione di incuria generale. È quindi stato necessario allertare la polizia municipale di Reggio Emilia e un tecnico del Comune che hanno informato i residenti della necessità di trovarsi un’altra sistemazione per la notte in attesa del da farsi. A sancire la chiusura definitiva del condominio, in attesa dei lavori, i cartelli affissi su porte e finestre con scritto «divieto di accesso, pericolo di crollo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I lavori per ristrutturare il palazzo attualmente inagibile, di proprietà interamente privata, dovranno infatti essere pagati dagli inquilini. Molti diretti proprietari dei muri, altri semplici affittuari. L’intervento necessario per togliere i cartelli di pericolo di crollo sono però profondi e molto dispendiosi. E tra i proprietari c’è chi sta ancora pagando il mutuo e chi invece non può contare su grandi bilanci.
Per questo sembrerebbe che siano nate delle controversie, dei piccoli dissidi fra i condomini, circa chi debba effettivamente sobbarcarsi la spesa dei lavori e in che misura. Controversie che, vista anche la gravità del danno e l’impatto sociale causato dall’evacuazione, saranno ora risolte da un amministratore nominato d’ufficio dal tribunale. Attualmente quasi tutti i nuclei familiari che vivono in quei civici di via Bentivoglio sono stati in grado di trovare soluzioni alternative.
Alcuni si sono fatti ospitare dai parenti, altri da alcuni amici, i richiedenti asilo accolti dalla Dimora d’Abramo sono stati collocati in un altro appartamento.
Solo due famiglie su una trentina di persone non sono state capaci di procurarsi un alloggio e al momento sono ospitate in strutture alberghiere a carico del Comune di Reggio Emilia. Qualche vicino, però, giura che la sera degli inquilini vanno a dormirci lo stesso, nonostante i sigilli e il rischio per la propria vita.
La scoperta che la palazzina sarebbe potuta venire giù da un momento all’altro risale a domenica scorsa quando dei residenti si sono insospettiti per delle infiltrazioni di acqua. Scoperta in modo del tutto fortuita la trave spezzata, sono stati immediatamente chiamati i vigili del fuoco che hanno controllato il tetto e lo stabile e hanno deciso che l’immobile di via Bentivoglio non era più agibile.
Oltre alla grossa trave spezzata, infatti, l’intero edificio è parso agli occhi degli uomini del 115 in una grave situazione di incuria generale. È quindi stato necessario allertare la polizia municipale di Reggio Emilia e un tecnico del Comune che hanno informato i residenti della necessità di trovarsi un’altra sistemazione per la notte in attesa del da farsi. A sancire la chiusura definitiva del condominio, in attesa dei lavori, i cartelli affissi su porte e finestre con scritto «divieto di accesso, pericolo di crollo».
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