Reggio Emilia: il presidente del tribunale sotto scorta

di Tiziano Soresina
Reggio Emilia: il presidente del tribunale sotto scorta

Minacce al giudice Cristina Beretti, predisposta la “tutela” sugli spostamenti. Due piste: Aemilia e i maxi sequestri di beni

06 luglio 2017
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REGGIO EMILIA. I carabinieri da sabato scorso seguono come un’ombra il giudice 53enne Cristina Beretti che da quasi un anno ricopre nella nostra città un ruolo di primo piano a livello giudiziario: presidente vicario del tribunale e componente del collegio giudicante del maxi processo Aemilia contro la cosca ndranghetista emiliana con epicentro a Reggio.
Tecnicamente è una “tutela”, ma nei fatti il giudice è da sei giorni scortato.
Una misura che da quanto “filtra” da fonti investigative qualificate ha due corpose motivazioni: attorno al magistrato reggiano di punta è stato infatti “colto” dagli inquirenti un clima minaccioso che affonda le radici non solo negli ambienti legati al procedimento Aemilia, ma anche negli ingenti sequestri patrimoniali messi a segno in questi ultimi anni.

Segnali considerati significativi e preoccupanti dalle forze dell’ordine, da qui la drastica decisione di vigilare con molta attenzione sul giudice Beretti che con i colleghi Francesco Caruso e Andrea Rat sta affrontando da oltre un anno lo storico processo contro la ’ndrangheta (150 imputati, il più consistente procedimento di mafia dopo quello degli anni Ottanta istruito a Palermo da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) e parallelamente ha “firmato” una bella fetta di maxi sequestri di beni (da milioni e milioni di euro) in odore di mafia e non solo.
Intercettazioni, accertamenti, fonti confidenziali: questo sarebbe il “tessuto” investigativo che ha fatto scattare l’allarme sull’attuale numero uno del nostro tribunale anche se provvisorio (la reggenza è ormai datata novembre 2016, cioè da quando Caruso da Reggio è approdato come presidente di tribunale a Bologna).

Ancora più nello specifico, frasi captate, strane richieste di informazioni sul giudice. Insomma, minacce avvertite come da non sottovalutare, con del fondamento, quindi ogni spostamento del magistrato viene da sabato scorso adeguatamente “scortato”, sia all’interno del palazzo di giustizia (nel tempo trascorso in aula come giudice ad Aemilia o nei processi penali da calendario, ma anche nelle “puntate” nei vari uffici come presidente vicario), sia al di fuori del tribunale.

Una “presenza” attorno al giudice Beretti discreta ma allo stesso tempo efficace, di cui in diversi si sono accorti nel palazzo di giustizia.
Da capire il perchè – all’improvviso – sia diventato così esposto il magistrato che dal 1996 è in forza nella struttura giudiziaria di via Paterlini. Preoccupazioni tali da cercare di evitare rischi inutili alla toga attualmente più in vista nel foro reggiano.