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Rissa, appello dei comitati al prefetto 

Rissa, appello dei comitati al prefetto 

Reggio Est Sicura chiede l’intervento dell’esercito: «Situazione fuori controllo». Attacco al sindaco: «Non vuole incontrarci»

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REGGIO EMILIA. La rissa culminata con un accoltellamento in zona Stazione, solo l’ultimo di una lunga serie di episodi di violenza contro le persone in quel quartiere, ha scatenato una sequela di dure e critiche reazioni nella comunità reggiana. Prima fra tutte quella di chi, fra via Turri e via Sani, ci abita.

«Negli ultimi due mesi – spiega Corrado Grasselli, portavoce del comitato Reggio Est Sicura – sono stati ben cinque gli episodi di violenza sulla persona noti, avvenuti nella stessa area che comprende stazione ferroviaria, via Turri, via Sani e piazza Secchi. La situazione è sfuggita ormai ad ogni controllo e la sicurezza dei cittadini residenti non è più garantita. Ci rivolgiamo al prefetto, al questore e al sindaco affinché considerino questa una vera e propria situazione di emergenza e pongano in essere, in tempi brevissimi, tutto quanto in loro potere, anche con modalità speciali, perché venga ripristinata una situazione di normale vivibilità nella zona». Modalità speciali come, ad esempio, l’arrivo dell’esercito a pattugliare la zona Stazione.

Oltre a Reggio Est sono tornati a parlare anche gli altri sei comitati che, assieme a quest’ultimo, hanno sfilato fiaccole in mano per chiedere uno stop all’accoglienza di altri migranti a Reggio Emilia. «Ci siamo riuniti ieri sera per stilare un bilancio dell’evento – attaccano – e, nel ringraziare nuovamente i cittadini reggiani che così numerosi hanno partecipato alla fiaccolata stessa, esprimiamo il nostro forte rammarico dato che, ad oggi, il sindaco Luca Vecchi non ha ritenuto opportuno fissare un incontro con noi. Come rete di comitati ribadiamo la richiesta di maggiore trasparenza verso la cittadinanza nel rispettare un numero massimo di richiedenti asilo da ospitare a Reggio. E probabilmente a settembre proseguiremo con altre iniziative». La risonanza della rissa e dell’accoltellamento in via Turri è stata così forte che ha smosso anche chi, come l’associazione Caramella Buona, non si era quasi mai espressa in tal senso. «Mi permetto di lanciare una provocazione, che spero rimanga tale – sferza il presidente, Roberto Mirabile – prossimamente avremo il morto, che non sia una vittima innocente, un cittadino nel posto sbagliato al momento sbagliato. Questa furia sanguinaria si presenta ormai periodicamente nella nostra città. Il mio sospetto è che a Reggio Emilia si stia consumando una carneficina fra bande mafiose africane, forti, spietate, tribali».

Anche la politica reggiana, infine, si è unita al coro di proteste e reazioni. Per Giuseppe Manzotti, responsabile di FdI-An, è necessario l’intervento dell’esercito con l’adesione «al progetto strade sicure, l’opzione più idonea per affrontare questo disastro», mentre per Matteo Melato, Lega Nord, «le politiche delle amministrazioni di sinistra che hanno voluto creare zone ghetto in città è stata fallimentare e ora i cittadini reggiani ne pagano le conseguenze». (l.g.)

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