Gazzetta di Reggio

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Tre etti di eroina nell’auto: due arrestati 

di Ambra Prati
Tre etti di eroina nell’auto: due arrestati 

Dai controlli della Finanza spuntano due buste di ovuli sotto i sedili. In cella un 43enne di Gualtieri e un 39enne di Luzzara

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GUALTIERI. Viaggiavano in autostrada con 300 grammi di eroina in ovuli, nascosti sotto i sedili anteriori dell’auto e destinati alle piazze della Bassa reggiana.

Nei guai, nel corso di un’operazione condotta dalle Fiamme Gialle, sono finiti un pakistano di 43 anni residente a Gualtieri e un indiano di 39 anni residente a Luzzara, finiti dietro le sbarre in via Settembrini a Reggio Emilia per il reato di traffico di sostanze stupefacenti. Denunciata a piede libero con la medesima accusa la moglie dell’indiano, una 35enne che si trovava sulla macchina, ma non coinvolta, se non in modo marginale, negli “affari” dei due uomini.

L’indagine è iniziata il 19 giugno scorso quando, nel corso di una serie di controlli effettuati a livello regionale sui caselli autostradali a scopo preventivo, una pattuglia della sezione antidroga del Nucleo di polizia tributaria di Bologna era appostata all’uscita di Reggiolo-Rolo, sull’autostrada A22. I finanzieri hanno notato una Ford con a bordo i tre stranieri che, dopo aver attraversato la barriera autostradale, avevano un atteggiamento circospetto.

Insospettite, le Fiamme Gialle si sono avvicinate all’auto e hanno visto che i due uomini erano intenti a nascondere delle buste di plastica. La Ford è stata subito fermata e gli occupanti fatti scendere. Il veicolo è stato perquisito e sono saltate fuori, da sotto i sedili anteriori, nascoste in un sottofondo, due buste contenenti 35 ovuli di eroina, per un peso totale di circa 300 grammi.

Le successive perquisizioni domiciliari – nell’abitazione dell’indiano a Luzzara e in quella del pakistano, residente a Guastalla ma di fatto domiciliato a Gualtieri – hanno consentito di rinvenire altri 8 grammi di eroina e 8.400 euro in contanti. Secondo gli inquirenti e secondo il magistrato titolare dell’inchiesta, Giacomo Forte, il denaro sarebbe provento dell’attività di spaccio.

Gli inquirenti ritengono che l’eroina, proveniente dal Nord Italia, fosse destinata proprio al mercato della Bassa reggiana. Ora le indagini proseguono per risalire alla filiera dello spaccio e per capire quali fossero i “capi” ai quali ubbidivano i corrieri, che vengono ritenuti l’anello di una organizzazione di spaccio ben più consistente.

I due uomini sono stato portati nella casa circondariale di Reggio Emilia. (am.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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