Accoltellatore indagato per lesioni
Identificato e denunciato l’uomo che lunedì ha ferito alla gamba un liberiano
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REGGIO EMILIA. Prosegue la caccia all’uomo per trovare il responsabile, identificato grazie alla telecamere di sicurezza, dell’accoltellamento avvenuto lunedì sera in via Turri. E, mentre i carabinieri conducono le ricerche in tutto il territorio reggiano, dal fronte giudiziario arrivano i primi sviluppi.
Dopo le prime indagini, coordinate dal pm Maria Rita Pantani, l’accoltellatore è stato infatti denunciato e iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di lesioni, aggravate dall’utilizzo di un coltello. Arma che con ogni probabilità è quella trovata dai militari poco dopo la rissa, nascosta in una siepe nei dintorni di via Turri.
Oltre al nordafricano indagato, la sera stessa dell’aggressione erano state portate in caserma altre persone, interrogate dai carabinieri e poi rilasciate. Nel frattempo le indagini hanno consentito di chiarire alcuni contorni di questa vicenda di sangue. Tutto sarebbe nato da una lite fra due persone, il liberiano ferito a una gamba e l’altro stranierio che ha tirato il fendente con un coltellino. A questi due, però, nel giro di poco tempo si sono uniti altri connazionali tanto che un marocchino di 34 anni, residente a San Martino in Rio, ha rimediato una bottigliata in testa e sette giorni di prognosi.
Lanciato l’allarme dai commercianti e residenti della zona, fra via Turri e via Sani sono intervenute sette pattuglie fra carabinieri e polizia che hanno dovuto gestire decine di testimonianze e versioni differenti. Una violenza fra gruppi di africani che, come testimonia la rissa di ieri, sembra non volersi arrestare.
Dopo le prime indagini, coordinate dal pm Maria Rita Pantani, l’accoltellatore è stato infatti denunciato e iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di lesioni, aggravate dall’utilizzo di un coltello. Arma che con ogni probabilità è quella trovata dai militari poco dopo la rissa, nascosta in una siepe nei dintorni di via Turri.
Oltre al nordafricano indagato, la sera stessa dell’aggressione erano state portate in caserma altre persone, interrogate dai carabinieri e poi rilasciate. Nel frattempo le indagini hanno consentito di chiarire alcuni contorni di questa vicenda di sangue. Tutto sarebbe nato da una lite fra due persone, il liberiano ferito a una gamba e l’altro stranierio che ha tirato il fendente con un coltellino. A questi due, però, nel giro di poco tempo si sono uniti altri connazionali tanto che un marocchino di 34 anni, residente a San Martino in Rio, ha rimediato una bottigliata in testa e sette giorni di prognosi.
Lanciato l’allarme dai commercianti e residenti della zona, fra via Turri e via Sani sono intervenute sette pattuglie fra carabinieri e polizia che hanno dovuto gestire decine di testimonianze e versioni differenti. Una violenza fra gruppi di africani che, come testimonia la rissa di ieri, sembra non volersi arrestare.
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