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Reggio Emilia, larghe intese per salvare 504 monumenti partigiani

di Roberto Fontanili
Reggio Emilia, larghe intese per salvare 504 monumenti partigiani

Anci, Anpi e Auser hanno sottoscritto un protocollo d’intesa regionale per salvaguardare la memoria della Resistenza sul territorio provinciale

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REGGIO EMILIA. Salvaguardare la memoria della Resistenza recuperando e rendendo maggiormente fruibili e riconoscibili i monumenti e i cippi commemorativi presenti sul territorio provinciale, è il traguardo del protocollo di intesa regionale firmato da Anci, Anpi e Auser che è ora in fase di sottoscrizione anche nei comuni reggiani.

Il progetto illustrato ieri in Provincia dal presidente dell’Amministrazione provinciale Giammaria Manghi, dal coordinatore provinciale Anci e sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, dal presidente Anpi Ermete Fiaccadori e quello di Auser Sandro Morandi, in realtà è più ambizioso.

L’idea è andare a oltre il censimento già in gran parte realizzato, per avviare un’operazione di recupero della memoria che coinvolga anche le scuole e che faccia ricorso anche alla tecnologia per mettere in rete tutti i cippi i monumenti e i luoghi storici reggiani. Da quelli della Prima Guerra a quelli in ricordo dei fatti che hanno segnato la storia della nostra provincia come l’eccidio del 7 luglio 1960.

Il progetto a Reggio trova fondamento nel lungo lavoro che in questi anni l’Anpi provinciale ha già portato avanti con un censimento dei monumenti commemorativi nel reggiano dedicato alla Resistenza. Fino ad ora quelli censiti sono 504 (di cui circa 450 cippi, mentre gli altri sono veri e propri monumenti presenti quasi in ogni comune e che hanno subito meno l’incuria del tempo).

Ma in realtà, dicono dall’Anpi, i cippi potrebbero essere molti di più sparsi o quasi nascosti dalla vegetazione che nel frattempo a quasi settant’anni dalla loro realizzazione li ha quasi inghiottiti. Ma già molti di quelli fino ad ora censiti necessitano di manutenzione e questa sarà il primo passo per un loro recupero, attraverso piccoli lavori e la loro pulizia che saranno effettuati gratuitamente dai soci di Anpi e Auser, mentre per gli interventi di manutenzione straordinaria occorrerà un intervento dai singoli comuni.

Quello successivo sarà allestire in accordo con gli enti preposti una cartellonistica adeguata con una sintetica indicazione dei fatti a cui fa riferimento il cippo. Da ultimo promuovere iniziative per favorire visite collettive dei luoghi della memoria da parte di scolaresche e gruppi di cittadini. Fino ad arrivare all’ipotesi di far adottare a qualche scuola un monumento e che «diventa così l’occasione per ricostruire la storia di quel periodo e degli uomini e donne che hanno sacrificato la loro vita per un ideale», hanno detto Ermete Fiaccadori e Sandro Morandi.

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