Da oltre 20 anni è in forza al Palazzo di giustizia di Reggio
Il giudice 53enne Cristina Beretti, diventata improvvisamente così esposta al punto tale da doverle affidare una scorta personale, è in forza alla struttura giudiziaria di via Paterlini dal 1996. La...
1 MINUTI DI LETTURA
Il giudice 53enne Cristina
Beretti, diventata improvvisamente così esposta al punto tale da doverle affidare una scorta personale, è in forza alla struttura giudiziaria di via Paterlini dal 1996. La Beretti da quasi un anno ricopre nella nostra città un ruolo di primo piano a livello giudiziario: il magistrato infatti è presidente vicario del tribunale. L’attuale numero uno, anche se provvisorio, del nostro tribunale detiene infatti la reggenza dal novembre 2016, cioè da quando il predecessore, Francesco Caruso, da Reggio Emilia è approdato come presidente di tribunale a Bologna.
La Beretti però ricopre un altro ruolo tutt’altro che secondario all’interno delle aule giudiziarie. Il giudice infatti è componente del collegio giudicante del maxi processo Aemilia contro la cosca ’ndranghetista emiliana con epicentro a Reggio. La Beretti con i colleghi Francesco Caruso e Andrea Rat sta affrontando da oltre un anno lo storico processo contro l’associazione mafiosa calabrese. Con 150 imputati si tratta del più consistente procedimento di mafia dopo quello degli anni Ottanta istruito a Palermo da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Infine ad aver probabilmente messo la Beretti al centro di attenzioni indesiderate è un altro filone giudiziario da lei seguito. Quello che l’ha portata parallelamente ha “firmare” una bella fetta di maxi sequestri di beni (da milioni e milioni di euro complessivi) in odore di mafia e non solo.
Beretti, diventata improvvisamente così esposta al punto tale da doverle affidare una scorta personale, è in forza alla struttura giudiziaria di via Paterlini dal 1996. La Beretti da quasi un anno ricopre nella nostra città un ruolo di primo piano a livello giudiziario: il magistrato infatti è presidente vicario del tribunale. L’attuale numero uno, anche se provvisorio, del nostro tribunale detiene infatti la reggenza dal novembre 2016, cioè da quando il predecessore, Francesco Caruso, da Reggio Emilia è approdato come presidente di tribunale a Bologna.
La Beretti però ricopre un altro ruolo tutt’altro che secondario all’interno delle aule giudiziarie. Il giudice infatti è componente del collegio giudicante del maxi processo Aemilia contro la cosca ’ndranghetista emiliana con epicentro a Reggio. La Beretti con i colleghi Francesco Caruso e Andrea Rat sta affrontando da oltre un anno lo storico processo contro l’associazione mafiosa calabrese. Con 150 imputati si tratta del più consistente procedimento di mafia dopo quello degli anni Ottanta istruito a Palermo da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Infine ad aver probabilmente messo la Beretti al centro di attenzioni indesiderate è un altro filone giudiziario da lei seguito. Quello che l’ha portata parallelamente ha “firmare” una bella fetta di maxi sequestri di beni (da milioni e milioni di euro complessivi) in odore di mafia e non solo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google