nicolini, direttore generale ausl
«I punti nascita sono troppi La decisione tocca alla Regione»
SCANDIANO. Fausto Nicolini, direttore generale dell’Azienda Usl di Reggio Emilia, ribadisce i motivi per cui si è arrivati alle deciosioni adottate in merito ai punti nascita reggiani, in particolare...
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SCANDIANO. Fausto Nicolini, direttore generale dell’Azienda Usl di Reggio Emilia, ribadisce i motivi per cui si è arrivati alle deciosioni adottate in merito ai punti nascita reggiani, in particolare alla chiusura per un mese, a rotazione, dei reparti di ostetricia di Castelnovo Monti, Scandiano e Albinea.
A seguito di quanto emerso durante la conferenza stampa sulla riorganizzazione dei punti nascita nel periodo estivo, Nicolini precisa che «durante la conferenza è stato più volte ribadito che la chiusura dei punti nascita di Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti è temporanea a seguito di criticità strutturali e contingenti. La decisione è stata presa dalla direzione aziendale autonomamente a seguito di una proposta inoltrata dai professionisti del Dipartimento materno infantile di tutta la provincia».
«Durante la conferenza stampa – prosegue Nicolini – è stata anche ribadita la peculiarità della rete provinciale dei punti nascita, che è sovradimensionata rispetto alla popolazione di riferimento e al numero di parti. E’ stato anche chiarito che un riordino della rete neonatale è una decisione politica istituzionale che passerà attraverso le decisioni della Regione Emilia Romagna, unica istituzione con titolo a richiedere al ministero della Salute la deroga relativamente ai punti nascita con meno di 500 parti/anno, nonché attraverso un percorso che coinvolgerà la Conferenza sociale sanitaria territoriale, come avvenuto nelle province di Ferrara e di Modena».
«Da tutto questo – conclude il direttore generale dell’Azienda Usl di Reggio Emilia – si evince che l’Azienda Usl non solo non ha ricevuto alcun mandato per la chiusura definitiva di punti nascita, ma non è titolata a procedere in modo autonomo e unilaterale a riorganizzazioni strutturali della rete che non coinvolgano la Regione Emilia Romagna ( secondo le indicazioni della Commissione nascita regionale e della direzione generale dell’assessorato) della Conferenza sociale sanitaria territoriale e quindi dei sindaci del territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A seguito di quanto emerso durante la conferenza stampa sulla riorganizzazione dei punti nascita nel periodo estivo, Nicolini precisa che «durante la conferenza è stato più volte ribadito che la chiusura dei punti nascita di Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti è temporanea a seguito di criticità strutturali e contingenti. La decisione è stata presa dalla direzione aziendale autonomamente a seguito di una proposta inoltrata dai professionisti del Dipartimento materno infantile di tutta la provincia».
«Durante la conferenza stampa – prosegue Nicolini – è stata anche ribadita la peculiarità della rete provinciale dei punti nascita, che è sovradimensionata rispetto alla popolazione di riferimento e al numero di parti. E’ stato anche chiarito che un riordino della rete neonatale è una decisione politica istituzionale che passerà attraverso le decisioni della Regione Emilia Romagna, unica istituzione con titolo a richiedere al ministero della Salute la deroga relativamente ai punti nascita con meno di 500 parti/anno, nonché attraverso un percorso che coinvolgerà la Conferenza sociale sanitaria territoriale, come avvenuto nelle province di Ferrara e di Modena».
«Da tutto questo – conclude il direttore generale dell’Azienda Usl di Reggio Emilia – si evince che l’Azienda Usl non solo non ha ricevuto alcun mandato per la chiusura definitiva di punti nascita, ma non è titolata a procedere in modo autonomo e unilaterale a riorganizzazioni strutturali della rete che non coinvolgano la Regione Emilia Romagna ( secondo le indicazioni della Commissione nascita regionale e della direzione generale dell’assessorato) della Conferenza sociale sanitaria territoriale e quindi dei sindaci del territorio».
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