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Reggio Emilia, addio carburante: i bus andranno a rifiuti

di Roberto Fontanili
Reggio Emilia, addio carburante: i bus andranno a rifiuti

Ecco Forsu, l’impianto che trasformerà l’organico in biometano. Da Iren e Seta un investimento di 70 milioni

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REGGIO EMILIA. Biometano ottenuto dai rifiuti organici per far viaggiare gli autobus. È il cuore verde e al tempo stesso il core-business del progetto presentato ieri in Comune, che nel giro di tre anni sarà in grado di far circolare parte degli autobus urbani di Seta e di produrre compost, ovvero concime, da utilizzare in agricoltura.

Il progetto nella sua complessità è semplice: trasformare i costi di smaltimento con la lavorazione dei rifiuti organici raccolti con il porta a porta e degli sfalci e le potature in carburante ecologico, come il metano. Il progetto prevede un investimento di circa 70 milioni, da parte di Iren e di Seta. Le due società partecipate, che hanno lavorato in maniera sinergica assieme al Comune e al Crpa, utilizzeranno una tecnologia già sperimentata che si basa sul riuso dei rifiuti organici.

Rifiuti che una volta raffinati diventano biometano che è del tutto simile a quello fossile e che potrebbe essere utilizzato anche per gli usi domestici. Iren ambiente investirà oltre 54 milioni di euro per la costruzione di un nuovo impianto sull’area di Gavassa – che era destinata prima a ospitare il termovalorizzatore e poi l’impianto di Tmb e poi di Tm.

L’impianto raccoglierà e trasformerà i rifiuti organici provenienti dalle province di Reggio, Parma e Piacenza, mentre Seta investirà circa 12 milioni di euro per realizzare in via del Chionso un distributore di metano per l’alimentazione degli autobus urbani e il rinnovo graduale della propria flotta e disporre mezzi che possono essere alimentati dal biometano.

A illustrare tempi, costi e finalità del progetto Forsu-Biometano e soprattutto a sottolineare, come ha fatto il sindaco Luca Vecchi, «la nascita di un modello di forte capacità di innovazione e di economia circolare», anche il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, l’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino, l’ad di Iren Massimiliano Bianco, l’ad di Iren Ambiente (che seguirà tutto l’iter del progetto), Roberto Paterlini, il presidente di Seta, Vanni Bulgarelli, e il presidente Crpa, Giuseppe Veneri.

Ognuno dei partecipanti ha illustrato la parte di cui si è fatto carico in un percorso iniziato nel 2011 e che, per diventare operativo, richiederà circa tre anni tra rilascio delle autorizzazioni, appalto e realizzazione del nuovo impianto, su una una superficie di 120mila metri quadrati inserito su un’area di 12 ettari.

Il nuovo impianto, sul quale Iren Ambiente ha garantito «un basso impatto ambientale», ha la capacità di trasformare in biometano una produzione complessiva di organico nelle tre province di circa 100mila tonnellate l’anno, (ma è dimensionato per arrivare a lavorare 150mila tonnellate), mentre la parte di frazione verde eccedente il fabbisogno continuerà a essere inviati presso impianti gestiti da terzi.

Dalle 100mila tonnellate di frazione organica e dalle 67mila tonnellate di frazione verde, verranno ottenuti 7milioni di metri cubi di biometano che, dopo una necessaria raffinazione o trattamento di affinazione (upgrading), avrà le stesse caratteristiche del metano fossile e può essere immesso (come avverrà) nella rete.

Sono 53mila tonnellate di compost ogni anno. Per garantire in basso impatto ambientale dell’impianto tutte le lavorazioni avverranno in ambienti in grado di abbattere gli odori derivanti dalla lavorazione del rifiuto organico. Il costo del carburante ottenuto, messo esclusivamente a disposizione di Seta, avrà un costo inferiore a quello proveniente da estrazione fossile, anche grazie agli incentivi di cui gode la produzione di biometano.

Sulla base del progetto Forsu – Biometano Seta prevede la sostituzione entro il 2020 di 50-60 autobus attuali con nuovi mezzi che saranno alimentati a metano, ovvero nel 2020 oltre la metà della flotta dei 96 bus in servizio urbano utilizzeranno il carburante verde, evitando la produzione di 17.250 tonnellate di Co2 ogni anno.

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