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Sciopero alla Padana Tubi per il contratto 

Sciopero alla Padana Tubi per il contratto 

Guastalla: temi caldi il rinnovo e la videosorveglianza che l’azienda vuole montare nello stabilimento

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GUASTALLA. Ampia distanza sulla parte salariale del rinnovo del contratto e modalità di utilizzo della videosorveglianza. Queste le ragioni alla base dello sciopero indetto ieri alla Padana Tubi di Guastalla, dove circa 350 lavoratori ieri hanno stazionato all’esterno della sede di via Porta Murata, occupando la rotonda d’accesso senza consentire il passaggio dei mezzi pesanti verso l’azienda.

Il tema centrale di questo picchetto di protesta è il mancato rinnovo del contratto aziendale.

«Sulla parte salariale – spiega Emiliano Borciani, funzionario della Fiom che segue la vertenza – c’è ancora una distanza significativa tra le parti. Per quanto ci riguarda, abbiamo fatto dei passi verso l’azienda, ma non abbiamo avuto riscontri positivi. Un altro aspetto sul quale ci stiamo battendo è quello della videosorveglianza: l’azienda ha intenzione di montare delle telecamere all’interno dello stabilimento; noi abbiamo richiesto che questi apparecchi riprendano i macchinari e non i lavoratori. Prima che vengano montate, vogliamo che venga raggiunto un accordo con la Rsu».

Il sindacato su questo punto si è dimostrato molto fermo, in quanto l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori specifica che «gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali».

Ancora non è dato sapere cosa succederà oggi, ma è probabile che lo sciopero prosegua. Nelle scorse settimane era stato approvato un pacchetto di 40 ore di sciopero. La decisione finale su quanto avverrà nella giornata odierna spetterà alla Rsu. «Non vogliamo avviare un braccio di ferro – conclude Borciani – tant’è che, se l’azienda vorrà avere un incontro, siamo pronti a confrontarci senza alcun tipo di pregiudizio». (a.v.)

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