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Un uomo tentò di rapirla la bimba parlerà in aula 

Un uomo tentò di rapirla la bimba parlerà in aula 

Guastalla: per la psicologa la minore presa di mira al don Bosco può testimoniare Alcune bambine ascoltate per chiarire altri episodi contestati all’arrestato

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GUASTALLA. La bambina di nove anni vittima il 12 marzo scorso di un tentativo di sequestro all’oratorio don Bosco e altre tre minorenni che erano con lei in quei drammatici momenti, sono in grado di testimoniare. Lo ha stabilito la psicologa Anna Tampelli, nominata consulente dal gip Giovanni Ghini nella delicata vicenda che ha portato all’arresto del guastallese Tiziano Zerbini.

Ieri mattina è iniziato in tribunale l’incidente probatorio, dove la psicologa ha riferito che le minorenni hanno capacità di testimoniare. Nella prossima udienza le ragazze saranno dunque ascoltate.

La modalità scelta, secondo una prassi consolidata in questi casi, è quella dell’incidente probatorio. Si tratta di una parentesi nel processo, nel quale verranno acquisite le testimonianze delle minorenni, che poi non dovranno più essere chiamate davanti a un giudice nel corso di un eventuale processo. Si tratta di una modalità che ha lo scopo di proteggere le bambine ed evitare loro ulteriori stress in futuro.

Zerbini si trova in carcere dal momento dell’arresto e l’avvocato difensore Mariasilvia Grisanti sta valutando una misura alternativa.

L’incidente probatorio è relativo alla vicenda del don Bosco, quando l’autotrasportatore 54enne si fermò in auto davanti all’ingresso dell’oratorio e poi, visibilmente alterato, entrò e tento di portare via una bambina. Un tentativo che non poteva andare a buon fine, vista la nutrita presenza di educatori e bambini, che reagirono prontamente.

Dopo quell’episodio sono emerse altre segnalazioni sulle quali i carabinieri e la procura di Bologna stanno indagando. I genitori di altre minorenni sono infatti piombate in caserma e hanno raccontato che le loro figlie erano state pedinate e in un caso avevano ricevuto offerte di denaro in mezzo alla strada.

La gravità di queste accuse ha fatto scattare un’indagine della procura di Bologna, competente per il reato di induzione alla prostituzione di minorenni.

L’indagato ha negato queste nuove accuse, mentre sul caso del don Bosco ha fornito una versione ancora più pesante (ha detto infatti di aver portato la bambina in auto).

Le indagini proseguono sottotraccia e alcune bambine guastallesi sono già state ascoltate ai primi di giugno. Ad alcune di loro è stato chiesto di riconoscere l’indagato. (j.d.p.)



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